Goethe: la conoscenza come morfogenesi
Dentro un giardino botanico. La forma come proprietà emergente. Ordine e disordine, descrizione e osservazione. Linneo e Goethe: due pensieri, due costruzioni di pensiero e due esperienze a confronto. Da un lato la costruzione perfetta e dettagliata del pensiero di Linneo, dall'altra il pensiero di Goethe che vede in questa costruzione, astratta e metafisica, un allontanamento dalla realtà e dalle cose fisiche. Il tutto raccontato attraverso dissertazioni scientifiche e versi poetici.
Quando un albero ci ricorda chi siamo
Nel libro Memorie di una Cipressa, Dionisio Pratelli affida a un albero il compito di raccontare la memoria collettiva di una Toscana contadina. Un’opera poetica e sobria che interroga il lettore sul senso del tempo, del linguaggio e del legame con la terra che ci ha preceduti.
Oltre il visibile: la coscienza che ridefinisce il nostro rapporto con il pianeta
Stiamo vivendo tempi di crisi ecologica e sociale che richiedono un cambio di paradigma non solo nelle politiche e nelle tecnologie, ma nella nostr...
Imparando dalle piante
“Il mondo vegetale, descritto da Stefano Mancuso come una rete decentralizzata e collaborativa, si rivela essere un modello perfetto per i team Agile. In un progetto software, infatti, non c’è un’unica entità che prende tutte le decisioni: ogni membro del team, dal Product Owner agli sviluppatori, contribuisce attivamente, in una sorta di intelligenza collettiva.”
Chi dobbiamo temere davvero: la natura o l’uomo?
La domanda non è chi dobbiamo temere, la natura o l’uomo. La domanda è: quanto veleno siamo disposti a respirare ogni giorno senza accorgercene? E quanto, di quel veleno, lo stiamo generando noi?
Vendersi l'AnIma
La vera catastrofe è che l'AI porterà via l'essenza di ciò che ci rende umani e che ci siamo costruiti nel tempo. In primis la memoria e il pensiero. Il pensiero umano ha infatti varie componenti. Esiste quello analitico, quello narrativo, quello simbolico e così via. Lo stesso dicasi del linguaggio, peraltro strettamente collegato al pensiero. Allenare solo una tipologia di pensiero e praticare un solo tipo di linguaggio, ovvero, in entrambi i casi, quello che chiamerei digitale derivante dall'interazione costante con questo tipo di tecnologia, non farà altro che portare ad un impoverimento cognitivo. Lo sta già facendo. Tutto questo lo vedo come vendersi l'anima, cosa peraltro non nuova nella storia dell'umanita'. Solo che stavolta e' diverso, perche' stiamo parlando di arrivare a paralizzare il pensiero e l'immaginazione.
E se guardassimo con occhi diversi?
Talmente abituati a guardare le cose sempre allo stesso modo siamo diventati ciechi. Gli occhi funzionano, il meccanismo non si è rotto, ma è come se non vedessimo, forse perché abbiamo disimparato a guardare. Eppure dovremmo sapere che noi non vediamo mai le cose come sono ma le vediamo come siamo. Provare quindi a guardare con occhi diversi è un primo passo per renderci conto di chi siamo, di cosa siamo diventati e forse scoprire un po’ di nostalgia per come eravamo, guardavamo.
C'è bisogno di poesia
La poesia è una forma d’arte antichissima il cui principale scopo, all’inizio, era quello di instaurare un contatto tra cielo e terra e per questo motivo aveva un valore sacro.
The Cyanobacterium that I Would Therefore Like to Be
First-person sustainability and epistemic independence The paper is a new version of Galanti, 2024, read at the World Congress of Philosophy 2024 (Hermeneutics Section) and already published online on Stultifera Navis. I propose specific criteria necessary for the fulfilment of a 'sustainability in first person' approach and link it to a widespread acknowledgement of the necessity of reclaiming agency through holistic, experiential methods. Hermeneutical action is defined as action accompanied by, and following from, the feeling of truth. I sketch a transformative learning intervention called “Miniatures of Evolution”, a development of the practice “Thinking at the Edge”, devised by the philosopher Eugene T. Gendlin. MoE uses abduction as the process of linking experiential terms to the theoretical term “evolution” to form new hypothesis on what “evolution might be.” Sustainable action is then the process of giving context to the hypothesis to verify it in concrete life situations. I demonstrate the creation of the “naked” universal “trust in the environment” as stemming from and leading to evolutionary “stuff.” In the conclusive remarks I introduce the concept of “epistemic independence” as pointing to a knowing capable of supporting human beings in the ecological crisis. As I will start teaching MoE online in April 2026, I also link to the full program of the course for the readers interested in experiencing my approach.
L’ape blu non ha un profilo LinkedIn. Eppure lavora
Una figura laterale, non produttiva, non visibile, non riconosciuta: l’ape blu attraversa silenziosamente i margini del mondo, sovvertendo con la sua sola esistenza l’imperativo della performance. In un’epoca che misura tutto, anche l’essere, questa creatura opaca restituisce senso a ciò che agisce senza apparire.
Progetti come metamorfosi: epistemologia del cambiamento tra Kaizen, complessità e pratica organizzativa
Il presente contributo esplora una prospettiva epistemologicamente fondata e operativamente critica sul project management, superando l’approccio deterministico e prescrittivo dominante. Attraverso un confronto fra la filosofia Kaizen, la teoria della metamorfosi sociale (Beck), il pensiero sistemico (Senge) e la nozione di apprendimento situato, si propone una ridefinizione del progetto come spazio cognitivo aperto, non lineare e trasformativo. La progettualità viene qui intesa come processo evolutivo radicato nella pratica, nella riflessione e nella tensione etica, piuttosto che come dispositivo prestazionale. L’articolo si propone di restituire dignità teorica all’agire progettuale in condizioni di complessità e incertezza, risignificandolo come forma di apprendimento continuo e autocritico.
La società del vento e dell'ombra
Senza il soffio del vento (dell’anima) abbiamo crescenti difficoltà a mantenere l’integrità fisica e sensoriale così come quella psichica del Sé, a valorizzare i capitali relazionali, emozionali ed affettivi di ognuno, a gestire in modo intelligente le capacità immaginative che servono a sopravvivere emotivamente e intellettualmente, a prefigurare nuovi scenari mentali, tecnologici, ambientali ed economici, dentro le crisi che viviamo.
Vivere la storia umana con energia, libertà e grazia
'Always Coming Home', di Ursula K. Le Guin
La natura tra il prospettivismo amerindiano e la psicologia archetipica
Lo scopo di questo documento è quello di descrivere ciò che si intende per natura a partire dal pensiero antropologico di Eduardo Viveiros de Castro e psicologico di James Hillman. Considerata in Occidente come una realtà unica, oggettiva ed esterna all’essere umano, nei due pensatori la natura diventa molteplice e viva. Nel prospettivismo amerindiano di Viveiros de Castro essa si crea a partire dai differenti punti di vista dei soggetti che si guardano (uomini, animali ecc.,): ognuno immerso nella propria realtà naturale. Nella psicologia archetipica di Hillman, la natura intesa come psiche, trova la sua dimensione in un contesto pluralistico, attraverso i concetti di Anima mundi e di politeismo psichico.
Immerso nella natura ho sospeso il tempo!
Una breve riflessione sul tempo, scaturita da una attività di trekking in alta Val Maira della durata di cinque giorni tra montagne ancor innevate, da cascate rigogliose per la persitente neve di quest'anno dalla primavera strana, non ancora compiutamente sbocciata, da distese infinite di fiori e da simpatici incontri con centinaia di marmotte felici di poter essere nuovamente uscita dalle loro tane. E chissà se anch'esse si sono ritrovate a riflettere sul tempo!
[Ecologia]
Non basta ‘mettere ordine in casa propria’. Viviamo tutti in un’unica casa comune.
Understand the Dangers of AI Hypes
Happy new year with Goethe
Quando l'antisemitismo diventa uno scudo
Opporsi fermamente alla violenza degli insediamenti, al blocco degli aiuti, alle uccisioni di massa di civili o alle strutture dell'apartheid significa giudicare uno stato e la sua ideologia—non odiare un popolo.
"È convincente" o "Mi hai convinto"?
Avete mai pensato a cosa intendiamo quando, dopo aver letto un post, un articolo, un saggio, pensiamo o diciamo che ci ha convinto? Oppure che quanto è affermato è "convincente"?
I cartoni disanimati
Ho infine guardato anch’io Cattivissimo Me, il film d’animazione. Prodotto di quella nuova animazione commerciale che non parla più ai bambini in quanto bambini, ma ai bambini come fossero piccoli adulti in formazione (o, meglio ancora, come a uno scudo per permettere ai genitori di godersi una commedia cinica).
Il vuoto e il surrogato. L'AI non ha impoverito il confronto collettivo. Lo ha trovato già in cassa integrazione.
L'intelligenza artificiale non ha rubato la creatività collettiva. Ha occupato un vuoto che il Covid, lo smart working e la call-culture avevano già creato. Ma il surrogato funziona abbastanza bene da far dimenticare quello che manca davvero.
The complexity defense: polycrisis vs polykrisis
The leadership class of the 21st century achieved something unprecedented: it became the most sophisticated analyst of its own catastrophe. The models sharpened. The frameworks multiplied. The planet keeps burning.
Chi non ha trascorso una notte insonne leggendo Dostoevskij?
Chi non ha trascorso una notte insonne leggendo Dostoevskij?
La bambagia dell’Occidente
Espressioni come “noi siamo dalla parte giusta della storia” o “noi rappresentiamo la parte civilizzata del mondo” non sono semplici slogan politici: sono il segno di una visione del mondo profondamente autoreferenziale.
Alfabeto
Insomma credo sia necessario ritornare ad imparare una qualche forma di alfabeto. In amore infatti, ognuno crea il proprio linguaggio, sulla base dell’alfabeto che conosce. Un alfabeto che deve essere condiviso con chi si ama. Altrimenti la lingua dell’altro diventa una lingua morta.