Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Appartenenza / Estraneità

Ana Mendieta, Untitled (Silueta Series, Iowa), 1977 Fotografia Cibachrome (silver-dye bleach print), 50,8 × 33,7 cm, Museum of Fine Arts, Boston Documentazione di un earth-body work in tecnica mista

Lo specchio e il pharmakon

Sulla paura dell'intelligenza artificiale, ovvero sulla paura di noi stessi «Questa scoperta renderà gli uomini smemorati, perché cesseranno di esercitare la memoria: fidandosi dello scritto, richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei.» — Platone, Fedro, 275a (il re Thamus a Theuth, inventore della scrittura)

Risposta a Giovanni Bruni: la gratitudine del corretto

Esiste un genere di critica che ferisce e un genere che affila. La critica di Giovanni Bruni è del secondo tipo, e voglio dirlo prima di tutto il resto: questo è esattamente il dialogo per cui vale la pena salire a bordo di una nave come questa. Non rispondo per difendermi. Rispondo perché Bruni ha fatto qualcosa di raro — ha letto con attenzione sufficiente da identificare non solo dove l'armatura cede, ma dove avrebbe potuto reggere se costruita diversamente. Quella mappa è preziosa. Usarla è la sola risposta degna.

Stiamo tornando analfabeti (e a qualcuno conviene)

Racconto di una curva che credevamo irreversibile. La storia comincia con un grafico che tutti abbiamo visto a scuola: la curva dell’analfabetismo che dal 1861 in poi scende, scende, scende… fino a scomparire. Una vittoria della civiltà, un trionfo della ragione. O almeno così ci hanno raccontato. Devo un ringraziamento a Andrea Passador, autore del video che mi ha ispirato e permesso di approfondire questo tema.

Ethos digitale e democrazia diretta

L’articolo propone una lettura originale dell’evoluzione delle forme democratiche, interpretandole come il prodotto delle condizioni materiali e dei modelli economici che caratterizzano le società. Attraverso una comparazione internazionale degli strumenti di democrazia diretta e un percorso storico che prende le mosse dagli ethos della montagna, del mare e del fiume, il testo mostra come la democrazia diretta, quella rappresentativa maggioritaria e quella fondata sulla mediazione rispondano a differenti assetti produttivi e sociali. La tesi centrale è che la trasformazione digitale stia progressivamente erodendo le basi economiche e organizzative della democrazia rappresentativa novecentesca, facendo riemergere una domanda di partecipazione diretta spesso liquidata come semplice populismo. Più che un ritorno al passato, essa rappresenterebbe il tentativo di dare una forma politica coerente al capitalismo digitale, fondato su reti, commons e cooperazione cognitiva, aprendo la strada a un nuovo equilibrio tra decisione rapida, rappresentanza e partecipazione diffusa.