Prepararsi a (morire) invecchiare
“Entrarono nella camera, si spogliarono e quel che era scritto cha sarebbe accaduto, infine accadde, e un’altra volta, e un’altra ancora. Lui si addormentò, lei no. Allora lei, la morte, si alzò, aprì la borsetta che aveva lasciato in salotto e prese la lettera coloro viola. Si guardò intorno come se stesse cercando un posto dove lasciarla […] non lo fece. Andò in cucina, accese un fiammifero, un umile fiammifero, lei che avrebbe potuto distruggere il foglio di carta con lo sguardo, ridurlo a una polvere impalpabile […] invece era il fiammifero di tutti i giorni che faceva bruciare la lettera della morte, quella lettera che solo la morte poteva distruggere. Non rimasero neanche le ceneri. La morte tornò a letto, si abbracciò all’uomo e, senza ben capire quel che le stava succedendo, lei, che non dormiva mai, sentì che il sonno le faceva calare dolcemente le palpebre. Il giorno dopo non morì nessuno”.
Invecchiare con saggezza
Con il passare degli anni, diventa sempre più chiaro che la vera ricchezza della vita non sta nell'accumulo di cose materiali o nel consenso di molti, ma nella profondità delle relazioni autentiche e nella serenità interiore. Invecchiare significa acquisire la saggezza di distinguere ciò che è essenziale da ciò che è superfluo, comprendendo che il proprio tempo e le proprie energie sono preziosi quanto fragili.
La solitudine della vecchiaia
Senectus ipsa est morbus
Chiavi e serrature
La vera dignità dell’esistenza non risiede nella capacità di entrare ovunque, ma nella capacità di riconoscere ciò che merita di essere aperto
L'Illusione della giovinezza eterna
In questo nostro peregrinare attraverso le tortuosità del tempo digitale e le ambiguità del valore umano nel mercato del lavoro, forse non sarà inutile volgere lo sguardo a quelle voci che, attraverso i secoli, hanno saputo offrire un faro di lucidità e di serena fermezza. Tra queste, risplende con particolare intensità l'eco dei pensieri di Marco Aurelio Antonino, imperatore romano e filosofo stoico, raccolti nella sua opera immortale, "Le Meditazioni". Questo testo, lungi dall'essere un trattato sistematico, si presenta come un intimo dialogo che tocca le corde profonde dell'esistenza: la natura effimera delle cose terrene, l'importanza ineludibile della virtù come unico vero bene, la necessità di accettare con distacco ciò che non dipende dal nostro volere, e la preminenza della ragione come guida nel labirinto delle passioni e delle avversità.
Appunti sull’educazione dell’affettività
L’affettività non è mai neutra. Ogni modo di accompagnarla implica già una certa idea di relazione, di identità e di ciò che è auspicabile.
FOMO: La Generazione Sull’Orlo della Crisi Cognitiva
FOMO, sigla dell'espressione inglese Fear Of Missing Out, può essere tradotta in italiano come "timore di essere esclusi" o "ansia di perdersi qualcosa di importante". Questo fenomeno psicologico, riconosciuto ufficialmente nel 2013 con l'inclusione nell'Oxford English Dictionary, ci induce a confrontare costantemente la nostra esistenza con quelle che osserviamo online, portandoci a domandarci se queste siano più stimolanti e appaganti della nostra. Si manifesta come un disturbo d'ansia sociale che spinge gli individui a voler rimanere perennemente aggiornati sulle attività altrui, alimentando il sospetto che gli altri stiano conducendo vite più soddisfacenti e ricche di esperienze. Non va confuso con la semplice invidia, ma rappresenta un'autentica condizione di preoccupazione che genera un bisogno ossessivo di monitorare i social network e le comunicazioni digitali, come meccanismo di difesa contro la sensazione di esclusione.
Gen X: La Generazione Invisibile che Porta il Peso del Mondo
Mentre il mondo piange per millennial e Gen Z, una generazione silenziosa affronta la tempesta perfetta Mi sono sempre considerato un osservatore privilegiato delle dinamiche generazionali. Come umanista digitale, ho passato anni a studiare come la tecnologia modelli le nostre vite, le nostre aspettative, le nostre sofferenze. Eppure, fino a pochi giorni fa, anch'io ero colpevole di una cecità collettiva che ci accomuna tutti: guardavamo verso il basso, preoccupati per i millennial senza casa e la Gen Z in burnout, e verso l'alto, infastiditi dai boomer che non mollano il potere. Ma nel mezzo? Nel mezzo c'è una generazione che sta implodendo nel silenzio più assordante che io abbia mai ascoltato.
Il business della solitudine
"Siamo oltre sette miliardi ma sempre più soli. Le tecnologie mobili e sociali e le applicazioni di social networking hanno moltiplicato i contatti tra le persone ma non sono ancora riuscite a sostituire la potenza di uno sguardo, la valenza di un gesto, il contatto faccia a faccia e le molte emozioni scatenate dai sensi e dagli affetti. Avvertiamo tutti le potenzialità delle nuove tecnologie ma anche il rischio di maggiore isolamento, del senso di solitudine e di nuove angosce. Argomenti affascinanti ma anche pieni di ambiguità che sollecitano riflessioni approfondite e producono opinioni antitetiche da analizzare." (Carlo Mazzucchelli, nel suo libro La solitudine del social netwroker). Il testo che segue fornisce spinti per una riflessione sulla solitudine e non solo del social networker
Parlando e poetando di solitudine
Arriva un momento della vita in cui le antiche certezze crollano, quelle certezze su cui avevamo costruito la nostra identità giovanile, quelle certezze che ci avevano dato la spinta all’azione, la forza per cercare la nostra strada nella società.
La scuola dopo l’AI
L’intelligenza artificiale non sta solo entrando nella scuola: sta cambiando il modo in cui riconosciamo la competenza. Oggi è possibile ottenere risultati corretti senza aver costruito davvero l’apprendimento. Ed è questo che mette in crisi il sistema.
Brain-Rot, Knowledge-Maxxing e generazione Zeta (GenZ)
Dietro il fenomeno del knowledge-maxxing si cela un desiderio di profondità, determinato anche dalla percezione di avere sprecato troppo tempo in pratiche superficiali online che hanno causato un declino intellettuale, causato da distrazione e incapacità a portare l’attenzione da qualche altra parte al di fuori dello schermo o di contenuti pensati per catturare l’attenzione e agire cognitivamente sulla testa delle persone.
Cǎonímǎ, o della parola obliqua
Nel 213 avanti Cristo Qin Shi Huang bruciò i libri. Nel 2026 un filtro algoritmico cancella un account. Nella tradizione cinese, dal Daodejing al cǎonímǎ dei netizen, la risposta è antica: la parola obliqua, che resta fuori dal raggio dei filtri e si diffonde quando il controllo si intensifica.
La forza del migliore argomento. Agire comunicativo e democrazia partecipativa nell’epoca degli algoritmi
L’obiettivo di questo contributo è da un lato quello di ricostruire i nuclei fondamentali della teoria dell’agire comunicativo, dall’altro, riflettere criticamente sulla sua centralità nel contesto delle società digitali, caratterizzate da una profonda ridefinizione della sfera pubblica.
Libertà è partecipazione
Non c’è nulla di più importante della Libertà e su questo credo che possiamo essere tutti d’accordo, ma è fondamentale comprenderne il vero senso e capire che quando si parla di Libertà s’intende qualcosa che deve appartenere a tutti indistintamente e, per questo motivo, è ovvio che, pure se può sembrare una contraddizione, non può esistere vera Libertà senza il rispetto delle regole.
Coscienza, simulazione, realtà (POV #31)
Anil Seth vs David Chalmers: Se l’esperienza soggettiva è il criterio del reale, cosa distingue una mente biologica da una simulata? Che cosa resta della coscienza quando la tecnologia rende plausibile vivere dentro mondi simulati, interagire con sistemi che parlano e decidono, delegare parti crescenti dell’esperienza a infrastrutture computazionali?
"Il mondo salvato dai ragazzini" di Elsa Morante
Libro da leggere e rileggere anche saltando qui e là, come suggeriva, parlando in generale, Daniel Pennac nell'elenco dei 'diritti del lettore' e che, dopo tanti anni, è ancora da tenere vicino a sé. È un regalo che Elsa Morante ha voluto farci.
L'obolo della macchina. Genealogia della token economy fra Simonide, Tartu e Kyōto
l saggio propone una genealogia della cosiddetta token economy dei grandi modelli linguistici, mostrando come il concetto contemporaneo di unità minima di elaborazione e fatturazione linguistica discenda, a distanza di tre millenni, dalla logica economica dell'obolòs greco arcaico, lo spiedo di ferro impiegato come unità di peso e scambio prima dell'invenzione della moneta coniata. L'argomentazione si articola in cinque tempi. Una ricostruzione dell'ars memoriae occidentale, da Simonide di Ceo fino a Paolo Rossi, serve a collocare le attuali architetture di memoria artificiale nella lunga tradizione delle mnemotecniche. Un'analisi etimologica della catena obolo-dracma-talento fornisce la metafora-ponte per leggere il token come spiedo digitale. Una distinzione fra i tre strati della token economy, tecnico, economico e comportamentale, mette in luce la continuità di funzione fra il gettone skinneriano di Ayllon e Azrin e il token contemporaneo. Un confronto fra il palazzo mnemonico della tradizione occidentale e il basho della Scuola di Kyōto rivela la scelta implicita dei progettisti dei sistemi di memoria artificiale. Una chiusa restituisce la questione al territorio del sapere organizzativo.
Why the flesh‑and‑blood shrew will always beat the plastic one
AI calculates gravity. Newton stares at an apple. AI analyzes screen time. The parent bans the phone and stares at their own. AI computes a carbon footprint. The human flies to Dubai with a cup of organic yoghurt in hand. AI keeps its tone. The human shares empathy and yells at the receptionist. AI recommends sleep. The manager sends an email at 00:47. AI optimises consumption. The minimalist keeps a warehouse of gadgets at home. AI learns from mistakes. The human repeats them with even greater confidence. AI is logical. The human is a paradox with charisma. AI has data. The human has ego. And that’s why this match will never be won by the plastic head. The real menace is flesh and bone,because it wields chaos as a weapon. And that is the only place where it’s still possible to live, at least a little.
Mens sana in corpore sano
Tutto si tiene, lo affermo subito. Mi riferisco ovviamente all’America e a quella parte di essa che ne è il nucleo fondante e centrale. Quella che tiene i fili di quella società e, ahimè, anche del mondo (solo perché c’è chi glielo permette). Quella che in questo preciso momento storico sta facendo danni inenarrabili e che non è slegata al discorso che sto per fare. L’ argomentazione è che le nuove tecnologie sono l’attuazione di un progetto culturale che parte addirittura dai primi pellegrini che arrivarono nel continente americano nel seicento. Se quei pellegrini vivessero oggi, sarebbero la base elettorale che sta dietro all’elezione di Trump tanto per intenderci e sarebbero i più fervidi tifosi dei vari CEO di compagnie tecnologiche.
Intervista ImPossibile a Marshall McLuhan (IIP #30)
Il cervello elettronico e l’ambiente invisibile Intelligenza artificiale, ecologia dei media e trasformazioni della percezione, come le tecnologie cognitive ridefiniscono il rapporto tra sensi, ambiente e organizzazione sociale.
Car* amic* della GenZ ti scrivo
Una lettera aperta alle ragazze e ai ragazzi della GenZ, i teenagers, avremmo detto un tempo. Una lettera che dichiara la mia / nostra difficoltà di respirare la stessa aria che voi respirate e la paura di ricordare che abbiamo anche noi avuto paura.
Il Critico argomentativo. Un'identità intellettuale e un metodo
La critica argomentativa come pratica sistematica si esercita su testi diversi, classici e contemporanei, con metodo coerente e sguardo aperto.
Oltre la cecità collettiva: un dialogo sull’inferno che abbiamo costruito
In dialogo con Carlo Mazzucchelli "Combattere l'inferno, dalla mia posizione, significa allora innanzitutto smettere di credere che la risposta sia aggiungere. Significa difendere il diritto di togliere: togliere il superfluo, restituire profondità, lasciare che una cosa si depositi prima di metterne un'altra sopra. Significa rifiutare l'idea che la scuola sia colpevole di tutto ciò che la società non riesce più a fare, e tenere invece il filo di quello che le è proprio: non mostrare com'è il mondo, ma come potrebbe essere. Non addestrare corpi governabili, ma formare soggetti pensanti. Se ancora se ne ha voglia, e se gliene viene lasciato il tempo."
Una società senza coincidenza
Non siamo fuori dalla società, ma immersi in essa a tal punto da non riconoscerla più come nostra. Le contraddizioni sociali non stanno scomparendo ma le stiamo interiorizzando; ciò che un tempo si manifestava come conflitto esterno si traduce, oggi, in una forma diffusa di estraneità e questo testo tenta di attraversare questa storicamente estraneità.