Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!

Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.

Quando la sovranità perde il territorio

All’inizio avevo pensato di raccontare un’Italia poco visibile: quella delle imprese che provano a costruire intelligenza artificiale, a sviluppare competenze proprie e a misurarsi con il tema, sempre più discusso, della sovranità digitale. Avevo raccolto testimonianze, esperienze e casi concreti. Poi quel percorso si è interrotto, prima che potesse diventare un articolo. Forse è stato un bene: mi ha permesso di evitare un’altra disputa destinata a consumarsi fra entusiasmi, scherno e appartenenze, e di tornare su un terreno più vicino alla mia esperienza, quello delle infrastrutture, della continuità operativa e della responsabilità delle decisioni.

Comprehensive Analysis of the Reflective Insight Engine (RIE) - chapter 1

AI, therapy, psychology Short Introduction to the RIE Series Artificial intelligence is finally growing up. It’s no longer just a search engine that obediently fetches links; it’s becoming a cognitive partner that can challenge us, clarify our thinking, and expose the blind spots we’d rather keep hidden. The Reflective Insight Engine (RIE) is a framework for using AI not as a therapist, not as a motivational mascot, but as a disciplined thinking companion: a tool that amplifies reasoning instead of emotions. In this series, I’ll unpack what RIE is, why it matters, where its ethical boundaries lie, and how it can evolve into something genuinely useful: a mirror for the mind, not a substitute for human care. If AI is going to sit with us at the intellectual table, it should at least know how to ask better questions.

Appartenenza / Estraneità

Ana Mendieta, Untitled (Silueta Series, Iowa), 1977 Fotografia Cibachrome (silver-dye bleach print), 50,8 × 33,7 cm, Museum of Fine Arts, Boston Documentazione di un earth-body work in tecnica mista

Lo specchio e il pharmakon

Sulla paura dell'intelligenza artificiale, ovvero sulla paura di noi stessi «Questa scoperta renderà gli uomini smemorati, perché cesseranno di esercitare la memoria: fidandosi dello scritto, richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei.» — Platone, Fedro, 275a (il re Thamus a Theuth, inventore della scrittura)

Risposta a Giovanni Bruni: la gratitudine del corretto

Esiste un genere di critica che ferisce e un genere che affila. La critica di Giovanni Bruni è del secondo tipo, e voglio dirlo prima di tutto il resto: questo è esattamente il dialogo per cui vale la pena salire a bordo di una nave come questa. Non rispondo per difendermi. Rispondo perché Bruni ha fatto qualcosa di raro — ha letto con attenzione sufficiente da identificare non solo dove l'armatura cede, ma dove avrebbe potuto reggere se costruita diversamente. Quella mappa è preziosa. Usarla è la sola risposta degna.

Stiamo tornando analfabeti (e a qualcuno conviene)

Racconto di una curva che credevamo irreversibile. La storia comincia con un grafico che tutti abbiamo visto a scuola: la curva dell’analfabetismo che dal 1861 in poi scende, scende, scende… fino a scomparire. Una vittoria della civiltà, un trionfo della ragione. O almeno così ci hanno raccontato. Devo un ringraziamento a Andrea Passador, autore del video che mi ha ispirato e permesso di approfondire questo tema.