Oltre il gregge: narrazione umanista digitale su libertà e volontà di potenza in Nietzsche

Nel vasto scenario della nostra epoca iperconnessa, in cui la rete domina l’esperienza quotidiana e la pressione sociale si insinua spesso come un’ombra silenziosa, emerge con forza il richiamo di un antico eppure eternamente attuale pensiero: quello di Friedrich Nietzsche sulla mentalità del gregge e la volontà di potenza.

[Libertà]

Dante associa 'libertà' e 'volontà': della libertà furono e sono dotate solo le creature intelligenti, gli uomini. Sta agli uomini usare questo don...

Dubbio e libertà di scelta in contesti sempre più virtuali e digitali

Il contesto in cui esercitare il dubbio e la nostra libertà di scelta è sempre più quello virtuale. In esso abbiamo trasferito armi e bagagli, menti e azioni, le nostre intere esistenze, creando dei nostri doppioni nella forma di account o profili digitali. Questo contesto è formato da innumerevoli mondi artificiali, tutti vissuti come reali, tutti governati da algoritmi potenti che ne determinano funzioni e prestazioni, routine e comportamenti, scelte e decisioni. Dentro scenografie e sceneggiature ispirate dalla fisica sociale le scelte sono diventate binarie, agiscono su semplici interruttori che ci vengono proposti come strumenti potenti per l’esercizio della nostra libertà, ma che in realtà ci tolgono autonomia, ci impediscono di apportare modifiche al contesto nel quale esse sono rese possibili. E' necessario recuperare la capacità di pensare criticamente. Lo si può fare praticando il dubbio e la libertà di scelta. Meglio se basata sulla conoscenza, la (tecno)consapevolezza e la responsabilità. (𝗜𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼 è 𝘂𝗻 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗼 𝗡𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼 - 𝗣𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗿𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹 𝗠𝗲𝘁𝗮𝘃𝗲𝗿𝘀𝗼).

Bauta, la maschera della libertà

Manca poco ormai. Siamo alle porte del Carnevale, una delle feste pagane più attese e suggestive dell’anno, le cui origini sono da ricercare nella notte dei tempi: da quel che sappiamo infatti già gli antichi egizi rendevano un tributo alla dea Iside con feste in maschera. L’obiettivo è quello di dimenticarsi per un breve periodo di tempo degli affanni quotidiani, dei ruoli ricoperti per indossare vestiti diversi, più comodi, colorati e trasgressivi, sganciandosi dalle consuetudini, dalle regole, dai doveri e dalle responsabilità richieste dalla società. Largo allo scherzo, alla burla, alla trasgressione alla libertà di abbandonarsi al piacere, alla goliardia e ad un disinibito divertimento. Protagoniste assolute del Carnevale sono le maschere, simbolo di un temporaneo rovesciamento dell’ordine precostituito, scherno nei confronti dei potenti ma anche rappresentazione dei vizi dei tipi umani, simbolo di mistero ed espressione profonda dei lati più intimi di un individuo. Ogni zona, ogni Paese possiede la sua maschera tradizionale. Ma fra tante una appare speciale e misteriosa…

La questione della dignità umana nel Capitalocene

Abstract: La nozione di dignità umana è fondativa nel sistema internazionale dei diritti umani, tuttavia la sua definizione rimane incerta. Sebbene in un primo momento l’assenza di una formulazione razionale e univoca di questo concetto ha avuto l’effetto positivo di consentire la sua recezione e rielaborazione particolaristica nei diversi contesti culturali, garantendo l’espansione e lo sviluppo dei diritti umani, la policrisi che sta colpendo la comunità planetaria mette in luce l’inadeguatezza di tale fondamento dinanzi alla complessità del Capitalocene. In questo articolo analizziamo la crisi attuale del paradigma filosofico della dignità umana e proponiamo una sua riformulazione compatibile con il pensiero ecologico.

Il regime democratico

A Minneapolis, dove migliaia di cittadini protestano contro le politiche migratorie e la militarizzazione interna, due cittadini americani bianchi sono stati uccisi da agenti federali dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), prima Renée Good il 7 gennaio, poi Alex Jeffrey Pretti il 24 gennaio, un infermiere di terapia intensiva partecipante alle manifestazioni, colpito mortalmente nonostante i filmati mostrino che stava solo registrando gli agenti e cercando di proteggere due manifestanti.

Il self-reliance nell'opera di Thoreau

Walden ovvero "𝐕𝐢𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐢 𝐛𝐨𝐬𝐜𝐡𝐢" fu riscritto ben sette volte prima della pubblicazione avvenuta nel 1854, ma in seguito Walden fu per Thoreau il libro di maggior successo. Tale testo è un’opera autobiografica, un resoconto dell'avventura del suo autore che dedicò ben due anni, due mesi e due giorni della propria vita (1845-1847) a vivere nei boschi per entrare in contatto con la natura e meditare sulla vita. Un viaggio introspettivo, una ricerca della felicità nella solitudine e di un rapporto intimo con la natura al fine di ritrovare se stesso in una società fondata solo su logiche di mercato che non rappresentavano ai suoi occhi i veri valori da seguire.

Nessuno è libero, a Omelas

A partire dal racconto di Ursula K. Le Guin, il pezzo indaga la struttura del sapere nei sistemi contemporanei: sappiamo da dove vengono i nostri dispositivi elettronici e i nostri indumenti a basso costo, sappiamo chi ne paga il prezzo con il proprio corpo. Eppure il sapere non modifica la scelta. Attraverso un confronto con il pensiero di Foucault sul potere e la produzione dei discorsi, il pezzo mostra come la consapevolezza possa essere incorporata dal sistema senza intaccarlo, e come la domanda sulla libertà si traduca, alla fine, in una domanda concreta: quanto siamo disposti a pagare ciò da cui dipende la nostra felicità.

E’ ancora possibile capirsi?

L’infrastruttura che ha guidato tutti i processi storici e sociologici è sempre stata il linguaggio; in questo senso, il linguaggio non è stato solo uno strumento, ma l’architettura attraverso cui si sono costituiti identità, istituzioni, forme di legittimazione del potere ma, soprattutto, narrazioni collettive.

La domanda di Alfonso Cariolato

Alfonso Cariolato è un filosofo italiano il cui lavoro si muove lungo una linea di ricerca attenta alla trasformazione delle forme dell’esperienza contemporanea, in particolare nei punti in cui soggettività, tecnica e linguaggio entrano in tensione. La sua scrittura mantiene un rapporto costante con la tradizione filosofica, senza assumerla come repertorio da commentare, ma come campo di forze da riattivare criticamente, spesso attraverso un confronto serrato con autori come Baruch Spinoza e Jean-Luc Nancy. Nei suoi interventi emerge una particolare attenzione per ciò che eccede le forme stabilizzate del pensiero, per quelle soglie in cui il senso non è ancora del tutto articolato, ma già insiste, chiedendo di essere pensato. In questo quadro, temi come l’esposizione del corpo, la costituzione del soggetto e le condizioni tecniche della produzione di immagini e discorsi vengono affrontati evitando sia il rimpianto per forme perdute, sia un’adesione acritica al presente. Il suo lavoro si colloca così in uno spazio di interrogazione in cui le categorie classiche della filosofia vengono messe alla prova dai dispositivi contemporanei, senza che ciò conduca a una loro semplice dissoluzione. Piuttosto, ne emerge una pratica filosofica che insiste sulla necessità di ripensare i rapporti tra esperienza, finitudine e senso, mantenendo aperta la domanda su ciò che, nel presente, continua a chiedere ascolto.

In dialogo con il filosofo Alfonso Cariolato: La Filosofia e il suo Altrove.

Cosa resta della voce quando il corpo scompare? Chi è il soggetto nell'era dei profili digitali? Cosa accade al senso del tempo quando il presente diventa flusso continuo, senza interruzione né traccia? In questa conversazione con Keren Ponzo, il filosofo Alfonso Cariolato attraversa alcune delle domande più urgenti del nostro presente — la tecnologia, l'immagine, la finitudine, il tempo — senza cercare risposte rassicuranti, ma tenendo aperta la difficoltà che esse portano con sé. Attingendo a una costellazione di riferimenti che va da Spinoza a Deleuze, a Jean-Luc Nancy, mostra come la filosofia non sia uno strumento per risolvere i problemi dell'epoca, ma un modo per abitarli con maggiore profondità e onestà. Dalla simulazione vocale dei defunti alla catastrofe climatica come eccesso rispetto a ogni previsione: il pensiero si misura con ciò che non si lascia calcolare né appropriare. Perché è precisamente in quello scarto che si dà l'esperienza. E forse, ancora, la filosofia.

Viaggio nel futuro prossimo tra metafinzione e realtà

Aggrappati alla vita, non esiteranno a raccogliere il fatidico invito: la boa di salvataggio è quella di depositare il cervello, il proprio sé, in mani esperte capaci di assicurare loro la sopravvivenza foriera di sogni e aspettative future, in altre parole la continuità. Tutt’altra musica per i millenium, la generazione Z e quelle successive, con pròtesi alle orecchie, protesi all’ascolto di The Killers, Britney Spears, Daddy Yankee, Shakira... Preminente è diventato l’ascolto a scapito della lettura. Propizio giunge l’invento digitale 'sin fin' per rimanere, senza affanni, immersi in quel mondo di suoni e immagini ai più tanto congeniale.

Le categorie dell'osservazione. Intelligenza artificiale e produzione del visibile

Si narra di un re che, per vedere meglio i confini del regno, fece costruire torri sempre più alte. Col passare degli anni osservò che i confini si spostavano, lungo linee che le torri non avevano previsto. Cambiò le torri; i confini continuarono a spostarsi. Il re, prima di morire, confessò al successore un sospetto: che forse le torri avessero disegnato i confini, anziché mostrarli. Davanti all'intelligenza artificiale, oggi, ci troviamo di fronte a una domanda del tutto simile a quella del re.

L'Organizzazione Agentica

Progettare ambienti decisionali nell'era dell'intelligenza artificiale. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha raggiunto una soglia critica in cui la distinzione tra strumento e collaboratore si dissolve, dando origine a quello che viene definito come l’era dell’organizzazione agentica. Questo passaggio non rappresenta una semplice evoluzione incrementale della capacità di calcolo o della generazione di contenuti, ma una trasformazione ontologica del concetto di operatività aziendale.

L’intelligenza come forma di stupidità?

Uno slalom promettente tra Kant, Carmelo Bene, i Casino Royale e l’IA L’Intelligenza Artificiale, cambiando l’approccio alla realtà, si propone come istanza di ridefinizione, non sappiamo ancora quanto radicale, del concetto stesso di intelligenza e di intelletto, costringendoci ad una riflessione, insieme inquietante, feconda e visionaria, su cosa sia l’intelligenza e cosa significhi comprendere.