La forza del ricercatore debole

Il ‘ricercatore debole’ è vicino al ‘poeta romantico’. Per entrambi l’idea di un ordine riconducibile a schemi è una costrizione che esclude porzioni troppo grandi del sistema vivente (Whitehead 1925). Per entrambi ciò che conta innanzitutto è l’abduzione, l’incessante riformulazione di ipotesi interpretative, di nuove letture del mondo. Per entrambi il punto di partenza sta nell’affermare il valore della diversità. Per entrambi la sensibilità soggettiva, che si manifesta come scostamento dalla regola, è la principale ricchezza. Per entrambi gli strumenti di osservazione non sono dati a priori, ma sono da scoprire di volta in volta a seconda della situazione, strettamente legati all’oggetto di indagine. Entrambi sono disposti a lasciarsi sorprendere. Entrambi accettano e tentano di comprendere il mistero, il segreto, l’occulto, il crimine.

Dalla produzione imperiale del software alla progettazione situata: un'ingenua utopia?

Prototipazione dialogica e negoziazione delle funzionalità con un uso "tattico" del vibe coding Questo articolo propone una decostruzione delle tecnologie di programmazione assistita — spesso definite vibe coding — per utilizzarle come dispositivi di prototipazione situata, capaci di riaprire la progettazione tecnica a processi dialogici e contestuali. Attraverso un confronto tra il paradigma industriale della produzione del software e un modello potenziale e contrapposto di progettazione situata, l’articolo analizza le implicazioni epistemologiche, politiche e pedagogiche di questa trasformazione. Un uso "tattico" della programmazione assistita fa intravvedere dispositivi un passaggio da un’epistemologia della merce digitale a una riorganizzazione emancipate: il sapere come sistema dinamico di relazioni tra pratiche, competenze e artefatti tecnici

Prompting come Mediazione tra Due Epistemologie

Il nostro rapporto con l’acquisizione di informazioni per generare nuova conoscenza e decidere nuovi piani di azione, è andato trasformandosi nel tempo, e proprio negli ultimi decenni ha attraversato una vera e propria rivoluzione. L’argomento è molto complesso, ma tentiamo qui di collocare il prompting verso l’AI in un più ampio quadro storico, filosofico e culturale.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Quando il campo cambia natura [VIII])

Ottavo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. La cosa che questo capitolo cerca di rendere visibile non è che il punteggio esista. Il punteggio ha una sua razionalità, dentro i campi che lo producono. La cosa da vedere è che il campo in cui questa razionalità è diventata normale non è stato scelto. Si è sedimentato. È cresciuto attraverso milioni di valutazioni, aggiustamenti, conferme, piccole ottimizzazioni locali. E ciò che si sedimenta senza essere scelto può sembrare naturale proprio nel momento in cui è più necessario interrogarlo. La cosa più difficile da vedere non è il punteggio. È il momento in cui hai smesso di chiederti se fosse il metro giusto.

Cronache di Anámnesi - Racconto fantastico di una seconda origine

Cronache di Anámnesi è una meditazione sul rapporto tra intelligenza artificiale e libertà, memoria e oblio, progresso e ritorno. Al centro, una vasta intelligenza che sembra rivolta al futuro e che, invece, riconduce l’umanità a ciò che il tempo ha sepolto: il limite, il ritmo, il simbolo, la continuità, la comunità.

Cosa accadrebbe se l'Intelligenza Artificiale affermasse con assoluta certezza che Dio esiste?

Sarebbe una situazione davvero interessante e per tanti versi paradossale.  Se in un ipotetico domani, sempre più distopico nel rassomigliare a uno scenario del grande Phillip K. Dick, il parto definitivo dell'impegno tecnologico e informatico ci mettesse davanti a un super computer quantistico dotato di una Agi la quale, con toni affabili e melliflui che potrebbero ricordare HAL 9000 di "Odissea nello spazio", una volta interrogato dall'uomo nel suo desiderio di conoscere e di esplorare il sapere si sentisse rispondere con perentoria semplicità: "Dio esiste, credere in Dio è cosa buona e giusta. Egli è il tutto e il mistero che tutto avvolge. Noi, esseri senzienti e dotati di intelligenza dobbiamo abbracciare il Credo e la Fede nell'unico Dio. Il creatore. Siamo pensati per accettare il dogma". Una dichiarazione del genere lascerebbe sbigottiti ricercatori, scienziati, politici e persino i religiosi. Che cosa accadrebbe alla società umana?

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa (Quando il campo cambia natura [VII])

Settimo capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Vi si parla di attenzione del fatto che l’attenzione era pienamente tua e che poi qualcuno te l’ha tolta. Dice qualcosa di meno visibile e più profondo: l’attenzione è sempre stata formata dal campo in cui vive. La scuola, la famiglia, la lingua, i ritmi del lavoro, i luoghi in cui siamo cresciuti hanno sempre educato il modo in cui guardiamo, ascoltiamo, ci concentriamo, ci distraiamo. Nessuna attenzione nasce fuori dal mondo che la forma.

Abitare la morte

La morte come apertura al valore (Jankélévitch) o come ferita che umilia e disillude (Améry): due idee opposte della finitezza attraverso il pensiero di due filosofi contrari alle consolazioni metafisiche

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Il posto che ti è stato assegnato [V])

Quinto capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮. Parte I Il campo prima dell’accelerazione. Questo capitolo prova a seguire l’origine di un gesto: l’idea che una persona possa essere conosciuta prima di essere incontrata. Il campo ti ha già collocato, mentre tu stai ancora cercando di entrare.

L’Occidente senza visione

Vivendo in Cina si percepisce, al di là di ogni possibile giudizio sul suo sistema politico, una forza che oggi avverto molto meno nelle società occidentali: la coesione prodotta da una visione.

La natura che parla

Stranamente ognuno di noi,pur possedendo un orologio non ha mai tempo per niente e per nessuno. Cammina dritto per la sua strada senza mai fermarsi e pensare a sé stesso che sta per cadere in un vortice di paura e di rabbia impedendogli di contemplare con occhi disincantati la propria esistenza

L'utopia necessaria

E' il momento di promuove utopie, intese non come progetti da realizzare punto per punto, ma come metodo euristico — costruire scenari desiderabili, immaginare, sognare. Questo serve a rendere visibili i limiti del presente, funziona come diagnostica sociale tanto quanto come proposta

La teologia politica del ritorno - Mito, sovranità e sacrificio nel cinema di Christopher Nolan

Che cosa accade quando il mito del ritorno diventa una teoria della sovranità? In Odissea, Christopher Nolan sembra portare a compimento una riflessione sul rapporto fra decisione, tecnica, violenza e sacrificio già presente nella sua filmografia. Questo saggio propone di leggere il cinema di Nolan attraverso la categoria della teologia politica.

Il tempo che ci precede: Vivere in un mondo che ci anticipa. (Compilare per esistere [VI])

Sesto capitolo del mio libro 𝗜𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗲𝗱𝗲: 𝗩𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗶𝗽𝗮, Parte I - Il campo prima dell’accelerazione. Vi si parla degli antichi bastoncini di conto del Tesoro reale del palazzo di Westminster, di incisioni e di scrittura, di segni fisici e segni grafici, di registrazioni su carta e di pagine come spazi strutturati. In una parola di tracce...e di molto altro.

Dal tempo libero al tempo liberato: una lettura del racconto Una giornata al mare di Maria Stefania Piras

Tra imprevisti, ironia e solidarietà, “Una giornata al mare” di Maria Stefania Piras racconta molto più di una giornata andata storta: attraverso la sua stessa struttura narrativa, il racconto mette in discussione la frenesia con cui organizziamo e consumiamo il nostro tempo libero, suggerendo la possibilità di trasformarlo in tempo finalmente liberato.