Nella carne del soggetto

Un’indagine filosofica sulla centralità del corpo nella formazione del soggetto. Attraverso il confronto con Merleau-Ponty, Foucault e Heidegger, il testo sostiene che la soggettività non precede la vita incarnata ma prende forma nella carne, nella finitezza, nella vulnerabilità e nella trasformazione corporea.

Cartesio contro madre natura. Il fondamento teorico della civiltà robotica

La cultura rinascimentale ragiona in termini connessionistici: microcosmo e macrocosmo. L’uomo è microcosmo nel macrocosmo e tra i due vi sono corrispondenze, legami essenziali. Cartesio, invece, opera una scissione radicale, ontologico-metafisica tra mente e mondo, anima e corpo, io e non-io, soggetto e oggetto, spirito e natura. È il principio teorico di una coscienza a-ecologica o eco-illogica. Riducendo il mondo a meccanismo Cartesio prepara la cultura europea alla conversione della biosfera nella tecnosfera. Per questa via si finisce per sostenere che foreste e parcheggi sono la stessa cosa e che gli animali non possono provare emozioni perché sono macchine. L’esito di questa riduzione ontologica è una distesa di materia omogenea, un reticolato di oggetti indifferenti. Il mondo è un pastone materico che possiamo smembrare e ricompattare a piacere. Tra un cane e un robo-cane, quindi, non c’è differenza: entrambi simulano di provare qualcosa. E' questo il principio d’autorità tecnocratico che oggi viene imposto: credete agli esperti, detentori della Verità per rivelazione superiore – anche se contrasta col buon senso. Il non plus ultra dell’esperto è sovrascrivere la nostra percezione con le sue tesi.

Tu chiamala - se vuoi - riesumazione

Una ridicolaggine tra le molte, costata risorse pubbliche e imbarazzo linguistico, progettata per simulare una socialità controllata e paternalistica, morta nel silenzio delle sue pagine statiche e rimasta a futura memoria come monumento all'incapacità. Ricostruzione minuziosa di un'allucinazione istituzional-digitale esente da AI dimostra che la realtà ha superato di gran lunga la più feroce satira burocratica.

IA on promise

Mezzo paper, il secondo di due: un dittico non apodittico. Né santini né numeri. Dopo un certo umanesimo, un certo scientismo: quello che mostra gli strumenti e sottrae le domande. Con Calvino, una provetta e il tempo che serve per non avere subito ragione.

Reading the present

Our everyday life is changing at a frightening pace. Do we still live in reality, or in a hyper-reality? What is becoming of truth? Has the present, reverberating through our networks, devoured duration itself and the very notion of temporal perspective? Are we condemned to an interactive solitude in which AIs will know us better than anyone else does? Are we entering a post-natural society? La nostra vita quotidiana sta cambiando a un ritmo spaventoso. Viviamo ancora nella realtà o in un’iperrealtà? Che ne è della verità? Il presente, propagandosi attraverso le nostre reti, ha forse divorato la durata stessa e l’idea stessa di prospettiva temporale? Siamo condannati a una solitudine interattiva in cui le intelligenze artificiali ci conosceranno meglio di chiunque altro? Stiamo entrando in una società post-naturale?

Custodire la Frattura: L'Estetica della Resistenza di fronte alla 61ª Biennale di Venezia

Osservando le opere e la struttura curatoriale della 61ª Biennale Arte di Venezia, emerge come la macchina espositiva neutralizzi la carica sovversiva dell'atto artistico, riassorbendone la violenza storica nella superficie levigata del "liscio" e della consolazione redentiva. Dal cortocircuito con i dispositivi visivi in mostra affiora l'urgenza di sottrarre l'opera all'addomesticamento dell'allestimento: la resistenza dell'arte non risiede nella riconciliazione della catastrofe, ma nella capacità di custodire la fessurazione del Reale e l'inassimilabilità del conflitto.

Cattivi maestri

L'educazione sessuale e affettiva dovrebbe essere obbligatoria, e non solo per i più giovani, ma anche per la maggior parte degli adulti. Ma, oltre al fatto che manca la volontà politica di promovuerla, risuona cupa una domanda: chi sarebbe in grado di insegnarla?

Geopolitica dello rimosso: Iran, Groenlandia e la contraddizioni delle narrazioni imperiali alla prova della storia

Analizzando i casi dell'Iran e della Groenlandia, il saggio decostruisce le narrazioni mediatiche dominanti, mostrando come l'ordine del discorso contemporaneo si fondi sull'amnesia dei traumi storici. La rimozione del conflitto produce un'illusione di stabilità, ma il passato riemerge violentemente come sintomo inatteso e apparentemente incomprensibile.

Ecce Homo Vitruvianus

Tre versioni di Giuda per l'umanesimo dell'IA. Mezzo paper, il primo di due: un dittico non apodittico. Né santini né numeri; qui i santini: sull'uomo al centro, su un certo umanesimo che lo inchioda alla croce, anzi a due, e su un traditore che forse aveva capito prima degli altri.

La nostra forza consiste nell'essere consapevoli della nostra debolezza

Una notizia di oggi -una falla nel software che può essere usata per attacchi malevoli svolti tramite l'uso di 'intelligenza artificiale'- invita a riflessioni che portano lontano. Parlare di tecnologia e di artefatti computazionali è, forse, un modo per evitare di parlare di noi stessi. La nostra forza consiste proprio nell'essere consapevoli della nostra debolezza. Sappiamo che ogni nostra costruzione è imperfetta. La protezione dal rischio implicito nella debolezza di ogni costruzione umana risiede innanzitutto nella consapevolezza di questa imperfezione. Cedendo la costruzione degli artefatti a 'intelligenze artificiali' perdiamo la percezione della nostra debolezza. E cedendo a intelligenze artificiali la tutela degli artefatti, perdiamo la percezione del pericolo, la capacità di intuire il rischio e di esercitare cautela.