Ti voglio bene
Ma posso dirti che il ti voglio bene è la forma d'amore che si dà nella distanza enigmatica tra amato e amante, e che ti voglio bene e sempre te ne vorrò: non come una gabbia che imprigiona ma come una soglia che desidero attraversare, anche per questo ti lascio andare via.
La poesia come officina della saggezza?
La rottura cartesiana ha spaccato il tessuto della nostra conoscenza, separando la mente dal corpo, lo spirito dalla materia. Sulla sua scia, la natura è diventata un'estensione muta, misurabile ma senza voce, e l'io un osservatore tamponato, sovrano ma estraniato. Il mondo non si rivolgeva più a noi; Significa ritirato dietro la calcolatrice.
Poesia, questa sconosciuta
Premesso che io credo che nessuna cosa sia in sé buona o cattiva ma dipende solamente dall’uso che facciamo, il motivo per cui critico non già la t...
Quella poesia che nessuno scrive
Si scrive sempre da un esilio, come sospesi tra due abissi: un fondo oscuro e segreto che si spalanca alle nostre spalle e qualcosa che da sempre ci attende come un destino.Ciò che resta è la traccia di una scomparsa, il segno di una voce perduta e di un desiderio, la risposta ad una chiamata antica.
Poesie
Poesie che raccontano la vita giovane di una poetessa e scrittrice. Poesie che nascono da emozioni tradotte in parole, così come da emozioni nasce qualsiasi espressione artistica, dalla letteratura, al cinema. Poesie che toccano temi importanti come gli affetti, la speranza, l'amore, il dolore, la memoria e molto altro. Poesie ispirate a poeti come John Keats, Giacomo Leopardi, Emily Dickinson, Nazim Hikmet, Garcia Lorca e Paul Éluard
Quando la poesia è un bisturi per l'anima
Si dice spesso che la poesia non sia una necessità. Forse non lo è per la sopravvivenza fisica, eppure, come il battito di un cuore invisibile, la poesia può diventare essenziale. Non per accrescere la nostra conoscenza, ma per espandere la nostra capacità di sentire. Non ci rende più colti in senso accademico, ma ci rende indubbiamente più umani, scavando in profondità dove la logica e la ragione faticano ad arrivare.
Carthago Delenda Est. Poesie di Iago Sannino
Corre, corre l’uomo libero inseguito da una moltitudine di persone con il telefonino incollato alle mani, ora modificate da un’estroflessione della pelle, in una sorta di guanto cibernetico. Inveiscono contro di lui, l’unico che ha rifiutato questa moderna tirannofonia. Nella borsa porta delle penne, un libro e molti fogli. Rarità messe al bando dalla società dell’immagine. Ora è in salvo, nel bosco gli elettronauti non entrano, rischiano la morte solo avvicinandosi agli alberi. E allora lì rimane, tra il verme e il falco, troverà il giusto riposo, fino alla prossima fuga e così inizia a scrivere…
Linee di terra (Raccolta di poesie)
Raccolta di poesie di Laura Bonaguro, finalista a Bologna in lettere 2017, dalla spiccata originalità nell’uso del linguaggio poetico
La poesia che salva le parole
"Nell’era delle macchine-IA le parole sono diventati semplici oggetti inanimati usati per comporre artefatti di frasi, persino per comporre articoli, tesi universitarie e libri. In questa realtà diventata palude, stagno plumbeo ristagnante e pieno di sabbie mobili, la poesia è un’ancora di salvezza, l’appiglio che salva dall’inferno e dalle sabbie mobili. La poesia di questi tempi è come un argine alla brutalità della realtà corrente, alla volgarità della lingua esercitata sulle piattaforme cosiddette social, al malessere che tutti coglie per le continue crisi che caratterizzano il tempo recente. La poesia è anche una finestra di riflessione, ci spinge a rallentare, alla riflessione, a ricercare l’autentico che c’è in noi, a non dilapidare il suo valore, delegandolo a entità esterne e straniere come le IA. La poesia è futuro, per questo fuori contesto nel presentismo corrente. Chi è immerso nel presente non pianta semi, la poesia lo fa, non si preoccupa del raccolto, la poesia al raccolto di senso sempre conduce, è fatta per incidere, trasformare chi legge, rimanere, predisporre altri raccolti a venire. In tempi complessi ad elevata entropia e criticità, disumani, la poesia è una boccata di ossigeno, aiuta a carezzare le parole, a ridare loro un senso, a riscoprire la loro capacità di esprimere il nostro umano sentire." (Carlo Mazzucchelli)
Blackout
L’attualità interroga le coscienze di coloro che leggono il mondo con la loro sensibilità. La poesia “Blackout” nasce da più notizie di cronaca che giungono a noi, eco di guerre vicine, una giornata di freddo pungente qui è un inferno di fango a Gaza e a rischio assideramento in Ucraina. Il male, la paura, il dover trovare rifugio per fuggire crudeltà e violenza sono sempre gli stessi nemici dell’uomo dai tempi delle caverne.
Definisci bambino
Una mia poesia che nasce dalla sofferenza generata dalla tragedia umanitaria del genocidio in atto nella Striscia di Gaza, dove molti bambini stanno vivendo atrocità e perdite impensabili. La poesia nasce anche come reazione alla controversa frase pronunciata da Eyal Mizrahi, presidente della federazione Amici di Israele, durante un dibattito televisivo, in cui ha chiesto di "definire bambino" in riferimento ai bambini di Gaza. Questa domanda ha suscitato un forte dibattito e indignazione, con molte reazioni che hanno sottolineato come un bambino non debba essere definito o ridotto a numeri o categorie, ma semplicemente protetto come vita preziosa. Il testo si inserisce quindi in un dibattito ampio e acceso sulla guerra, sul genocidio in corso e sulla necessità di riconoscere e difendere l'umanità dei bambini in questa drammatica situazione.
Dialogo di Uomo e Logos
Ouero, sulle frontiere della conoscenza Trovato il Febbraio 2026
Non scelto
Una riflessione in forma di racconto che sembra una poesia
[Vision]
La vision è l'illuminazione, lo schiudersi improvviso della mente alla conoscenza del vero, alla concezione di una idea.
Nettuno e Nemo nell'Era Digitale. Chi protegge gli oceani invisibili?
di Luca Sesini e Beppe Carrella
Marcel Proust
"Alla ricerca del tempo perduto" è un capolavoro del XX secolo ed è un romanzo composto da sette libri, ognuno con un suo titolo, da leggersi uno dopo l’altro. Il primo volume intitolato "La strada di Swann" o "Dalla parte di Swann", secondo la traduzione italiana a cui si fa riferimento, è uno splendido affresco in cui il protagonista, comunemente chiamato il Narratore, rievoca la sua infanzia.
Antonio Machado, professore di francese e grande poeta
Intervista ImPossibile a Niccolò Machiavelli (IIP #26)
L’AI e il potere Oggi, ogni tecnologia che organizza informazioni, orienta decisioni e modella il comportamento collettivo diventa inevitabilmente anche una tecnologia di governo. Per capire cosa stia accadendo, può essere utile tornare a uno dei pensatori che più di altri ha analizzato la politica nella sua dimensione concreta. Niccolò Machiavelli è considerato il fondatore della scienza politica moderna. Nel Principe e nei Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio osserva la politica non come un sistema di principi morali, ma come “verità effettuale delle cose”, un campo di forze nel quale individui, istituzioni e popoli competono per conquistare e mantenere il potere.
Tempi di crisi, tempi filosofici
Viviamo tempi filosofici, oltre che molto tecnologici e digitali. Filosofici lo sono perché siamo dentro una grande crisi che contiene una infinità di crisi emergenti. Forse prevedibili ma che non riusciamo più a comprendere, affrontare e superare con concetti, formule, modelli e teorie (nebbie) universali tradizionali varie.
La teoria della stupidità
La stupidità è più pericolosa del male. Il male può essere combattuto, denunciato, limitato. La stupidità invece è impenetrabile alla ragione.
La delega cognitiva
Per secoli la tecnologia ha esteso le nostre capacità fisiche. Le macchine hanno sollevato pesi, accelerato movimenti, moltiplicato la forza del lavoro umano. Con l’intelligenza artificiale sta accadendo qualcosa di diverso. Non stiamo più delegando soltanto il fare. Stiamo iniziando, lentamente e quasi senza accorgercene, a delegare parti del nostro processo cognitivo: la sintesi, l’analisi, la scrittura, perfino le prime forme di giudizio.
Identità in crisi o crisi di identità?
La nostra identità, quella del mondo occidentale per intenderci, si trova oggi ad un punto di rottura(?), un bivio epocale in cui convergono contraddizioni antiche e nuove tensioni inedite; non si tratta semplicemente di crisi individuali o psicologiche, ma di processi storici, sociali e culturali stratificati, che stanno investendo la nostra soggettività, la nostra individualità e, più in generale, il nostro Io, nelle sue forme più profonde e ne stanno riconfigurando radicalmente le modalità di esistenza.