Ricordando Foucault, parte terza: il corpo, l’ultimo altrove
La trilogia per il centenario di Michel Foucault si chiude là dove finisce per condurlo il suo lavoro su di sé: al corpo e al suo limite, che attraversano i libri e la vita fino alla Salpêtrière, dove a guardarlo è ora lo sguardo medico di cui aveva scritto la storia.
Nella carne del soggetto
Un’indagine filosofica sulla centralità del corpo nella formazione del soggetto. Attraverso il confronto con Merleau-Ponty, Foucault e Heidegger, il testo sostiene che la soggettività non precede la vita incarnata ma prende forma nella carne, nella finitezza, nella vulnerabilità e nella trasformazione corporea.
La traversata nuda: perché il corpo non è mai facile
Il corpo che cambia: quasi la metà dei ragazzi tra i tredici e i diciotto anni si dichiara disponibile a ricorrere alla medicina estetica, e un gen...
Cartesio contro madre natura. Il fondamento teorico della civiltà robotica
La cultura rinascimentale ragiona in termini connessionistici: microcosmo e macrocosmo. L’uomo è microcosmo nel macrocosmo e tra i due vi sono corrispondenze, legami essenziali. Cartesio, invece, opera una scissione radicale, ontologico-metafisica tra mente e mondo, anima e corpo, io e non-io, soggetto e oggetto, spirito e natura. È il principio teorico di una coscienza a-ecologica o eco-illogica. Riducendo il mondo a meccanismo Cartesio prepara la cultura europea alla conversione della biosfera nella tecnosfera. Per questa via si finisce per sostenere che foreste e parcheggi sono la stessa cosa e che gli animali non possono provare emozioni perché sono macchine. L’esito di questa riduzione ontologica è una distesa di materia omogenea, un reticolato di oggetti indifferenti. Il mondo è un pastone materico che possiamo smembrare e ricompattare a piacere. Tra un cane e un robo-cane, quindi, non c’è differenza: entrambi simulano di provare qualcosa. E' questo il principio d’autorità tecnocratico che oggi viene imposto: credete agli esperti, detentori della Verità per rivelazione superiore – anche se contrasta col buon senso. Il non plus ultra dell’esperto è sovrascrivere la nostra percezione con le sue tesi.
Tu chiamala - se vuoi - riesumazione
Una ridicolaggine tra le molte, costata risorse pubbliche e imbarazzo linguistico, progettata per simulare una socialità controllata e paternalistica, morta nel silenzio delle sue pagine statiche e rimasta a futura memoria come monumento all'incapacità. Ricostruzione minuziosa di un'allucinazione istituzional-digitale esente da AI dimostra che la realtà ha superato di gran lunga la più feroce satira burocratica.
Una vetrina infranta fa più rumore di una schiena spezzata
IA on promise
Mezzo paper, il secondo di due: un dittico non apodittico. Né santini né numeri. Dopo un certo umanesimo, un certo scientismo: quello che mostra gli strumenti e sottrae le domande. Con Calvino, una provetta e il tempo che serve per non avere subito ragione.
Reading the present
Our everyday life is changing at a frightening pace. Do we still live in reality, or in a hyper-reality? What is becoming of truth? Has the present, reverberating through our networks, devoured duration itself and the very notion of temporal perspective? Are we condemned to an interactive solitude in which AIs will know us better than anyone else does? Are we entering a post-natural society? La nostra vita quotidiana sta cambiando a un ritmo spaventoso. Viviamo ancora nella realtà o in un’iperrealtà? Che ne è della verità? Il presente, propagandosi attraverso le nostre reti, ha forse divorato la durata stessa e l’idea stessa di prospettiva temporale? Siamo condannati a una solitudine interattiva in cui le intelligenze artificiali ci conosceranno meglio di chiunque altro? Stiamo entrando in una società post-naturale?
La Giustizia permane una virtù essenzialmente sociale?
Scindere il diritto dalla verità è privarlo di giustizia e di moralità, è privarlo del criterio per distinguere il giusto dall’ingiusto, il vero dal falso diritto.
L’umanità come effetto collaterale di se stessa
La contraddizione strutturale del progresso umano
Custodire la Frattura: L'Estetica della Resistenza di fronte alla 61ª Biennale di Venezia
Osservando le opere e la struttura curatoriale della 61ª Biennale Arte di Venezia, emerge come la macchina espositiva neutralizzi la carica sovversiva dell'atto artistico, riassorbendone la violenza storica nella superficie levigata del "liscio" e della consolazione redentiva. Dal cortocircuito con i dispositivi visivi in mostra affiora l'urgenza di sottrarre l'opera all'addomesticamento dell'allestimento: la resistenza dell'arte non risiede nella riconciliazione della catastrofe, ma nella capacità di custodire la fessurazione del Reale e l'inassimilabilità del conflitto.
L’Attrito dell’Ombra: Alberto Giacometti nei Tanks della Tate Modern
L'allestimento delle sculture di Alberto Giacometti nei Tanks della Tate Modern di Londra permette un'operazione di decostruzione critica del dispositivo museale. La dialettica tra la materia erosa del bronzo e la transitorietà immateriale dell'ombra forza il culto contemporaneo del "liscio", delineando un'inattesa Estetica della Resistenza.
Cattivi maestri
L'educazione sessuale e affettiva dovrebbe essere obbligatoria, e non solo per i più giovani, ma anche per la maggior parte degli adulti. Ma, oltre al fatto che manca la volontà politica di promovuerla, risuona cupa una domanda: chi sarebbe in grado di insegnarla?
La stanza che respira con te
Dignità, cura e intelligenza invisibile nell'ospedale che verrà
L’incertezza come dimora comune: ricostruire la relazione
Viviamo nell’epoca dell’incertezza, siamo confusi, leggiamo tutto e il contrario di tutto. Da dove ripartire? Come costruire? Noi a scuola facciamo così.
The sophists or the art of "massaging the truth"
And if data centers were spas of for the souls?
Vietare l'AI non rende un progetto più umano: il caso MicroZig
Un progetto open source vieta ogni utilizzo dell’AI, persino per correggere un testo o cercare bug. Ma vietare uno strumento significa davvero garantire qualità e responsabilità?
Geopolitica dello rimosso: Iran, Groenlandia e la contraddizioni delle narrazioni imperiali alla prova della storia
Analizzando i casi dell'Iran e della Groenlandia, il saggio decostruisce le narrazioni mediatiche dominanti, mostrando come l'ordine del discorso contemporaneo si fondi sull'amnesia dei traumi storici. La rimozione del conflitto produce un'illusione di stabilità, ma il passato riemerge violentemente come sintomo inatteso e apparentemente incomprensibile.
Costanti e variabili sociologiche del tempo presente.
La mediazione sociale dall'età del welfare all'algoritmo C'è un modo di guardare alla società contemporanea che mi sembra oggi più utile di altri, e consiste nel chiedersi quali siano le costanti e quali le variabili del nostro stare insieme.
Pensieri e parole al tempo dell’IA
Del pensiero che non trova le parole
Ecce Homo Vitruvianus
Tre versioni di Giuda per l'umanesimo dell'IA. Mezzo paper, il primo di due: un dittico non apodittico. Né santini né numeri; qui i santini: sull'uomo al centro, su un certo umanesimo che lo inchioda alla croce, anzi a due, e su un traditore che forse aveva capito prima degli altri.
La fine della delega passiva
Perché la transizione geopolitica ci restituisce, volenti o nolenti, le responsabilità che per anni avevamo affidato ad altri
La nostra forza consiste nell'essere consapevoli della nostra debolezza
Una notizia di oggi -una falla nel software che può essere usata per attacchi malevoli svolti tramite l'uso di 'intelligenza artificiale'- invita a riflessioni che portano lontano. Parlare di tecnologia e di artefatti computazionali è, forse, un modo per evitare di parlare di noi stessi. La nostra forza consiste proprio nell'essere consapevoli della nostra debolezza. Sappiamo che ogni nostra costruzione è imperfetta. La protezione dal rischio implicito nella debolezza di ogni costruzione umana risiede innanzitutto nella consapevolezza di questa imperfezione. Cedendo la costruzione degli artefatti a 'intelligenze artificiali' perdiamo la percezione della nostra debolezza. E cedendo a intelligenze artificiali la tutela degli artefatti, perdiamo la percezione del pericolo, la capacità di intuire il rischio e di esercitare cautela.