Il ritorno del conflitto
Dalla fine della Guerra Fredda, l'ordine liberale ha eroso sistematicamente tutti quei corpi intermedi (sindacati, chiese, governi locali, associazioni professionali) che per secoli avevano fatto da cuscinetto tra individuo e potere. Il risultato non è stato l'individuo libero e cosmopolita promesso dall'ideologia, ma una società atomizzata in cui il conflitto politico è diventato totale, il divario tra élite e masse incolmabile, e il capro espiatorio una pratica industrializzata dai social media. Attraverso una rilettura atipica di Schmitt, Strauss e Girard, il saggio che segue mostra come il globalismo non ha superato le dinamiche più oscure della condizione umana, quanto semplicemente liberate dai contenitori che le tenevano a bada.
Da gendarme del mondo a pirata, a sconfitto!
Domani scade l’ennesimo ultimatum all’Iran, chiesto da un presidente Trump che ha dichiarato di volere riportare l’Iran (la Persia) all’età della pietra. Peccato che non si rifletta come l’età della pietra rischia di allargarsi ben oltre i confini persiani e danneggiare tutti, compresa la sonnolenta, impreparata e pavida Europa.
Sun Tzu nell'orbita bassa. Una guerra che dura da sessant'anni.
Sto leggendo due libri di Paul Szymanski. Appartengono entrambi alla serie Battle Beyond – Fighting Space Wars!, sono autopubblicati su Amazon ...
Il Tao infranto: Trump, l’Iran e l’arte (dimenticata) della guerra
C’è una cosa curiosa della guerra: quasi tutti citano L’arte della guerra di Sun Tzu, ma pochi sembrano averla letta davvero. Un’analisi dell’operazione “Epic Fury” in relazione ai principi de “L’Arte della Guerra” di Sun Tsu
Cyber guerra: il conflitto invisibile che sta già cambiando tutto
La guerra è cambiata, ma facciamo ancora fatica a riconoscerla. Oggi il conflitto passa dai sistemi digitali e dalle informazioni, con effetti reali su infrastrutture e società. Una riflessione su un fenomeno già in atto, ma ancora poco compreso.
[Conflitto]
Αἰθήρ — La luce generata dal buio
Un mondo reso interamente luminoso e interamente disponibile non è un mondo finalmente conquistato; è, per dirla con Rosa, un mondo muto, silenziato, da cui si è ritirato tutto ciò che — sottraendosi al possesso e allo sguardo — lo faceva risuonare.
Lo specchio e il pharmakon
Sulla paura dell'intelligenza artificiale, ovvero sulla paura di noi stessi «Questa scoperta renderà gli uomini smemorati, perché cesseranno di esercitare la memoria: fidandosi dello scritto, richiameranno le cose alla mente non più dall'interno di se stessi, ma dal di fuori, attraverso segni estranei.» — Platone, Fedro, 275a (il re Thamus a Theuth, inventore della scrittura)
Risposta a Giovanni Bruni: la gratitudine del corretto
Esiste un genere di critica che ferisce e un genere che affila. La critica di Giovanni Bruni è del secondo tipo, e voglio dirlo prima di tutto il resto: questo è esattamente il dialogo per cui vale la pena salire a bordo di una nave come questa. Non rispondo per difendermi. Rispondo perché Bruni ha fatto qualcosa di raro — ha letto con attenzione sufficiente da identificare non solo dove l'armatura cede, ma dove avrebbe potuto reggere se costruita diversamente. Quella mappa è preziosa. Usarla è la sola risposta degna.
Per dimostrare di essere umani dovremmo scrivere peggio?
Il curioso paradosso di un'epoca in cui una subordinata, un trattino lungo o una citazione latina possono bastare a farci sospettare di essere macchine.
Dove continuano le conversazioni?
Una memoria relazionale può davvero sottrarsi alla mercificazione? Siamo ancora capaci di riconoscere un invito che non nasconda una transazione? Che cosa, nella conoscenza, resiste ancora alla traduzione in quantità misurabile?
Stiamo tornando analfabeti (e a qualcuno conviene)
Racconto di una curva che credevamo irreversibile. La storia comincia con un grafico che tutti abbiamo visto a scuola: la curva dell’analfabetismo che dal 1861 in poi scende, scende, scende… fino a scomparire. Una vittoria della civiltà, un trionfo della ragione. O almeno così ci hanno raccontato. Devo un ringraziamento a Andrea Passador, autore del video che mi ha ispirato e permesso di approfondire questo tema.
Civilizations do not grow by accident or luck
Magnifica Humanitas: un cantiere nascosto
L'enciclica di Papa Leone “Magnifica Humanitas” fornisce un ritratto dell’intelligenza artificiale tutt’altro che immateriale o magico. Dietro ogni elaborato dell’intelligenza artificiale si nasconde una rete intricata di cavi, centri dati, infrastrutture energivore e, soprattutto, persone.
Intelligenza artificiale: chi guida le danze?
Negli ultimi anni ci siamo scoperti incoerenti e confusi. Capaci di gesti di solidarietà e ancora assetati di guerra. Coltiviamo inquietudini e domande, politica e amore, pane e rose. La risposta a queste fragilità può essere affidata alle macchine pensanti?
Not hungry, not foolish
Basta con la retorica e l'ipocrisia delle persone al centro, della people culture, dell’engagement. Ai carcerati non si chiede engagement, si chiede buona condotta, non di amare le sbarre e il secondino.
Ethos digitale e democrazia diretta
L’articolo propone una lettura originale dell’evoluzione delle forme democratiche, interpretandole come il prodotto delle condizioni materiali e dei modelli economici che caratterizzano le società. Attraverso una comparazione internazionale degli strumenti di democrazia diretta e un percorso storico che prende le mosse dagli ethos della montagna, del mare e del fiume, il testo mostra come la democrazia diretta, quella rappresentativa maggioritaria e quella fondata sulla mediazione rispondano a differenti assetti produttivi e sociali. La tesi centrale è che la trasformazione digitale stia progressivamente erodendo le basi economiche e organizzative della democrazia rappresentativa novecentesca, facendo riemergere una domanda di partecipazione diretta spesso liquidata come semplice populismo. Più che un ritorno al passato, essa rappresenterebbe il tentativo di dare una forma politica coerente al capitalismo digitale, fondato su reti, commons e cooperazione cognitiva, aprendo la strada a un nuovo equilibrio tra decisione rapida, rappresentanza e partecipazione diffusa.
Il diritto di non essere giudicati da una macchina esiste già?
Nell'era degli agenti AI, il diritto di non essere giudicati esclusivamente da una macchina è ancora una garanzia reale o solo un principio sulla carta? Un viaggio tra GDPR, AI Act e casi concreti per riflettere su un tema sempre più urgente: quali decisioni siamo davvero disposti a delegare agli algoritmi e quali, invece, devono restare una responsabilità umana?
I negazionisti negheranno fino alla morte: impegnati in una danza macabra
PERCHÉ I NEGAZIONISTI NEGANO FINO ALLA MORTE? Si racconta che di negazionismo si può vivere ma non si può sopravvivere alla negazione. Una verità negata dai fatti visto quanto sono diffuse e potenti le campagne di negazionismo in atto, per di più sempre ben finanziate e sostenute dai media. Proteggersi dal negazionismo è diventato quasi impossibile, ci si può forse, se si hanno gli strumenti giusti, proteggere emotivamente e intellettualmente ma se il contesto è tutto infettato, melmoso, indecifrabile, la missione diventa quasi impossibile. Non serve neppure adattarsi per sopravvivere.
The two famines. these obese people who are dying of hunger
This text is taken from the notes of a presentation given at the ACFAS Congress held in May 2019 at the Université du Québec à Hull. Louise Vandelac chaired the group " Planetary, Energy and Agri-Food Emergencies: Research, Policy and Democracy Issues."
Forgetting how to say “Thou”: artificial intelligence and the crisis of relation
Debates about artificial intelligence often focus on whether advanced systems might become conscious, sentient, or deserving of moral standing. While philosophically important, such debates can obscure a more immediate ethical transformation already underway: artificial intelligence is increasingly reshaping human relational life.
Il cielo sopra Aeterna
Racconto
Vergogna e trasparenza
Vita digitale appunto. Discussa da me tante volte perché la reputo un grandissimo problema sia riguardo le relazioni tra le persone sia rispetto al rapporto con la realtà. In particolare vorrei parlare di due aspetti, il cui significato è stato completamente travisato dalla narrazione digitale: la vergogna e la trasparenza.