Al referendum costituzionale io voto NO

Di questa scelta sono convinto da sempre, perché colgo il non detto sulla scelta politica della legge sulla separazione delle carriere, una scelta coerente con un disegno, quello di cambiare la natura della nostra Costituzione per dare maggiori poteri all’esecutivo e mettere sotto controllo la magistratura.

Non è una riforma tecnica. È una questione di potere.

Un’analisi critica del referendum sulla riforma della magistratura e delle sue implicazioni costituzionali. La separazione delle carriere e il nuovo assetto degli organi di autogoverno rischiano di alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato, aprendo la strada a una progressiva concentrazione del potere politico. Una riflessione sul rapporto tra giustizia, democrazia e tutela dello Stato di diritto.

Una riforma come le altre? NO.

C'è una domanda che questa riforma costituzionale non vuole che tu faccia. Non è una domanda difficile. È anzi la più semplice possibile, quella che qualunque persona ragionevole farebbe davanti a qualunque proposta di cambiamento: chi ci guadagna? Non chi guadagna in astratto, non il sistema, non i cittadini, non la democrazia. Chi, concretamente, con nome e cognome e fascicolo aperto sul tavolo di qualche procura italiana, guadagna dal fatto che i magistrati abbiano meno potere. Rispondere a questa domanda non richiede competenze giuridiche. Richiede solo la volontà di guardare dove la riforma indica di non guardare.

Intervista (possibile) con Paola: 1933

E’ surreale! In tante parti del mondo milioni di persone sono serrate nella morsa di guerre disumane, decise da umani ma gestite da algoritmi che non conoscono la vergogna, l’empatia e l’umana pietà. In questo tempo minaccioso e sospeso a noi, abitanti di una fortunata ( per ora) penisola felice, viene chiesto di esprimere il nostro parere su un quesito astruso, quesito che sembra nascondere dietro una sintassi complicata un confuso progetto di vendetta contro regole democratiche ormai mal sopportate. Per esprimere il mio personale NO a questo progetto, sono andata a cercare sostegno nella memoria di coloro che hanno vissuto tempi terribili, e che di quei tempi rimangono ormai ultimi testimoni

Consapevolezza

Non sono una costituzionalista. Non ho le competenze tecniche per valutare nel dettaglio ogni singola modifica proposta, ma riconosco quando il dibattito pubblico degenera. Riconosco quando mi viene chiesto di votare sulla base dell'emozione e non della ragione, dell'appartenenza e non del merito. Per questo al referendum costituzionale voterò NO.

Aforismi sulla tecnologia e sulla tecnoconsapevolezza

Non solo aforismi ma pensieri, citazioni, riflessioni, frasi non necessariamente celebri ma utili a contestualizzare la consapevolezza in un ambito tecnologico e digitale. L'elenco è lungo, non esaustivo, sempre in aggiornamento. Le frasi che lo compongono sono state categorizzate, per quanto è stato possibile, dentro categorie specifiche. Un modo per facilitare la lettura anche se forse questa operazione non era necessaria. I lettori infatti troveranno forse più utile scorrere quanto da noi proposto, soffermandosi su ciò che ritengono più consono alle loro sensibilità, bisogni e conoscenze.

Sull’equinozio e sull’arte dimenticata di attraversare le soglie

Oggi abbiamo perso il senso delle soglie che ci ricordano la nostra collocazione nel cosmo. Tecnicamente avanzatissimo e ritualmente analfabeta, l'uomo occidentale cambia continuamente posizione restando, nel profondo, fermo. Eppure l'esigenza non è scomparsa: è parte costitutiva del nostro essere-umani. L'equinozio è un'offerta che ci fa l'universo. Serve soltanto lasciarsi attraversare da tre domande: da cosa mi sto separando? Verso cosa mi sto muovendo? Sono disposto a stare nel mezzo il tempo necessario? L'equinozio di primavera come metafora per riflettere sul significato dei riti di passaggio, sulla perdita del senso delle soglie nella cultura occidentale e sull'esigenza, mai scomparsa, di sincronizzare il ritmo individuale con qualcosa di più grande

A bocce ferme, mi piace il NO

Al referendum voto NO, e lo farò perchè credo che un passo così importante, che sicuramente avrà un'impatto decisivo sulla regole del nostro gioco democratico, non ha alcun senso farlo, se non a bocce ferme.

Paul Valéry e le parole

Il rapporto tra linguaggio e pensiero è uno dei problemi più affascinanti della filosofia e della teoria della letteratura. Tra gli autori che hanno riflettuto con maggiore profondità su questa relazione vi è certamente Paul Valéry, poeta e saggista che nei suoi celebri Cahiers analizzò con straordinaria finezza il funzionamento della mente e il ruolo delle parole nella formazione del pensiero.

Food Quality in the Harsh Light of Political Development

This stream of thoughts exposes why your groceries taste less like food and more like a policy memo gone stale. It drags you through a food system so entangled with politics that even lobbyists would blush. Every bite becomes a souvenir from a failed reform, seasoned with bureaucratic aftertaste. If your milk tastes like compromise and your bread like a coalition agreement, this text explains why. Politicians aren’t just governing — they’re feeding us, and the menu gets worse with every crisis. The more chaos they create, the more preservatives end up in your stomach. Brace yourself: this is a tasting menu of legislative sludge, and it’s served without apology.

Il numero del fuoco

When I was small You took me by the hand Father you should know I finally understand You taught me wrong from right And how to live You gave the greatest gift That one could give You never let me down You made me strong When I made mistakes When I was wrong

E’ tutto una questione di Lampi!

Un testo scritto nel lontanissimo 2011 e pubblicato sul mio portale SoloTablet. Vi si parla di un libro, per me a quel tempo ritenuto importante. Un libro di Albert-Lazlo Barabasi initolato “LAMPI la trama nascosta che guida la nostra vita”, edito e pubblicato in lingua italiana da Einaudi all’inizio del 2011.