La gentilezza che cambia le relazioni. Linfe vitali per arrivare al cuore
Anno:
2017
Casa editrice:
Franco Angeli

La gentilezza che cambia le relazioni. Linfe vitali per arrivare al cuore

Le macchine, la velocità, la fretta, la proiezione verso i risultati, hanno sbiadito l’attenzione verso se stessi e gli altri, l’educazione, la gentilezza, le buone maniere, la cui mancanza pesa nel quotidiano di ciascuno di noi. Sono semplici le modalità che generano il sentimento di trattarsi bene e trattare bene. Qualunque sia il contesto che si intenda considerare, (la coppia, la famiglia, la scuola, l’azienda) possiamo di nuovo imparare ad accogliere gli altri e noi stessi con attenzione e gentilezza.

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La parola “gentilezza” talvolta evoca negli altri uno stile di altri tempi, quando va bene. Spesso è collegata semanticamente e nella realtà ad atteggiamenti “affettati”, a semplici azioni cortesi, gesti di convenienza, comportamenti da galateo e buone maniere. In alcuni casi è percepita come una rischiosa modalità di relazione nella quale, la persona che usa modi gentili è sopraffatta dalle più disparate prevaricazioni, fino a sentirsi non rispettata nel suo esistere, sia a livello personale sia professionale.

A me interessa, I care

“Uomini e donne vivono accanto da millenni, ma tanto poco si conoscono, tanto poco tentano di conoscersi, di intendersi, di creare zone profonde d’armonia, anziché cercare di sopraffarsi, di imporsi gli uni agli altri! Tanto poco si sorridono dall’intimo del loro essere. Non provano tenerezza se non superficiale, transitoria. Sono incapaci di ricominciare ogni mattina l’opera di paziente, vicendevole conquista, e di innalzare ogni sera l’inno di ringraziamento per l’esistenza della persona cara che la sorte ha dato loro d’incontrare. Non amano. Non amano neppure se stessi. Cresceranno? Diverranno un giorno, queste larve, veramente donne e uomini?” - Sibilla Aleramo