Testi
La necessità ontologica dei cigni neri
Un sistema educativo che promuove il pensiero critico aiuta l’individuo a confrontarsi con l’errore non come un difetto, ma come un segno di sviluppo, un luogo di riflessione. In conclusione, la riflessione sull’errore e sull’intelligenza artificiale ci porta a una comprensione profonda della condizione umana. L’errore non è solo un incidente nel processo di apprendimento, ma una manifestazione della nostra finitezza.
Tra temporali e tecnoconsapevolezza
A differenza della ChatGPT che ha accesso a miliardi di dati raccolti, organizzati e preparati dai suoi sacerdoti per aiutarla nella sua attività, i dati e le informazioni a nostra disposizione richiedono da parte nostra uno sforzo, la fatica di andarle a cercare, di leggerle e valutarle, di formulare un pensiero critico utile alla loro comprensione. Tante attività non facili, considerando quanto le informazioni che ci servono siano sommerse dentro narrazioni tendenzialmente manipolatorie, portatrici di disinformazione o semplicemente cattiva informazione.
Sorpresi di essere sorpresi?
Complessità, incertezza e fragilità dominano il nostro quotidiano, hanno distrutto le nostre illusioni postmoderniste, forse anche la nostra immaginazione. Eppure, le crisi attuali sono per tutti una grande opportunità. Di ripensamento e di riflessione, di presa di coscienza e consapevolezza con l’obiettivo di recuperare la complessità dell’umano e provare a (re)immaginare nuovi scenari futuri, diversi da quelli ai quali ci siamo quasi rassegnati.
Storie dalla fine del mondo
Senza catastrofismi, evitando di lasciarsi prendere dal pessimismo, dall'angoscia e dall'ansia, ma con realismo, in questi tempi di policrisi, tutti possiamo condividere la percezione di un'epoca al suo tramonto. Un'epoca che vede il declino, per alcuni la disfatta, dell'Occidente ma soprattutto il benire meno delle certezze che nel secolos corso avevano fatto immaginare un progresso e un benessere senza fine. Così non è e il terzo millennio ce lo ricorda ogni anno. Per questo riflettere sul vivere alla fine dei tempi può essere utile, anche per esorcizzare quello che non vorremmo e forse non vogliamo neppure vedere.
Il declino si vede anche online
Viviamo l'Era digitale come se fosse una fase evolutiva e di progresso. Non ci rendiamo conto del montante disagio psicodigitale (DPD) che nasce dalla percezione di un declino in atto e che genera un malessere diffuso, individuale e collettivo, generato dalle tante crisi in atto ma anche da interazioni disfunzionali con la tecnologia che determinano ansie, insonnie, sbalzi d'umore, affettività negative, aggressività, e in generale un peggioramento dello stare bene sociale. Effetti e cause sono da ricercarsi nella vita di tutti i giorni, con le sue precarietà crescenti, con il disequilibrio crescente tra vita privata e lavoro, ecc. Su tutto però domina una sensazione sofferente e preoccupata di vivre una fase di declino dagli scenari futuri difficilmente modificabili.
Il vuoto in cui siamo tutti precipitati
Il vuoto, di significati, di senso, che si è generato e nel quale ci siamo rintanati, contenti delle regalie ludiche e delle gratificazioni consumistiche elargiteci, è derivata una realtà popolata da zombie. Nessuno si vuole riconoscere tale ma forse perché zombie lo è guù e tutti coloro che incontra non sono altro che zombie...con il telefonino.
Ma cos’è questa crisi!
La crisi è tema ricorrente di narrazioni mediali, almeno di quelle poche che ancora sono ancorate alla realtà e ai problemi reali emergenti quali disoccupazione, precarietà del lavoro, povertà (preferiamo non vederla), disuguaglianza, immobilità dell’ascensore sociale, paura del futuro, ansia e disturbi psichici, tristezza e aumento dei suicidi. A confermare queste narrazioni c’è la percezione di tutti, soprattutto delle nuove generazioni, di sentirsi con le spalle al muro, senza più certezze, incapaci di fare delle scelte e di decidere perché in difficoltà a immaginare futuri diversi (“Predire il futuro non si può, lo si deve. Lo si deve perché non lo si può”), primo passo per provare a imprimere agli eventi correnti una direzione per realizzarli.