Testi
Gilles Deleuze passato e futuro
Riprendere in mano gli autori che ti hanno formato significa sempre misurare la distanza rispetto a chi si è stati: è un esercizio di percezione della trasformazione personale. L’autore, con i suoi libri, rimane lì, come una specie di stella fissa, e tu ti rendi conto di aver cambiato la tua posizione. Le cose stanno davvero così? Un autore o un’autrice importanti continuano a mutare, se non altro perché i loro testi continuano a produrre effetti sul mondo.
Accettare il fallimento come un passo necessario per crescere
Viviamo in una società che celebra il successo ma teme il fallimento, considerandolo un segno di incompetenza. Eppure, il fallimento è una tappa inevitabile di ogni crescita. Imparare a vederlo non come un ostacolo, ma come un’opportunità, ci permette di affrontare le sfide con maggiore consapevolezza. Questo articolo esplora come superare la paura del fallimento, abbracciare l’imperfezione e trasformare gli errori in strumenti di apprendimento.
Megatrend: pepite d'oro o spazzatura?
Per rispondere a questa domanda scomoderei la parabola della pagliuzza e della trave riportata nel Vangelo di Matteo: perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio? Tanti megatrend sono in realtà delle pagliuzze facili da sopportare ma le travi sono le verità scomode che nessuno vuole ammettere anche perché assumerne consapevolezza significherebbe prendere atto delle possibili conseguenze sociali a cui si dovrà necessariamente andare incontro.
Sapere e tradizione come ingredienti del futuro
Una governance basata esclusivamente sulla conoscenza potrebbe cadere nella trappola dell’elitismo, alienando i cittadini comuni e creando una nuova forma di disuguaglianza. Tuttavia, ignorare il valore della competenza significa perpetuare un sistema inefficace e vulnerabile.
The Contraction of Time
In the absence of open spaces and open times, a frustrated humanity has turned to a frantic internal growth which could be compared to a cancer: it has a structure but no order, no other goal but growth for its own sake; it does not negotiate its survival with its host and eventually kills it. But a trend is not a destiny, for the collective genius of humanity so far has been always to escape from deterministic models. It will start restart with "space. Time is space.
Buon 2035 (sì, proprio duemilatrentacinque)
Probabilmente il 2025 non ci cambierà la vita ma ci avvicinerà, tanto o poco, ai nostri sogni; o forse ci allontanerà da essi, perché la vita è imprevedibile. Ma se ogni volta che ci capita qualcosa (o qualcosa capita all’intera umanità) proviamo ad elevarci per cercare una visione di più ampio respiro, possiamo sempre correggere il tiro e scegliere di intraprendere una diversa direzione.
Il planetario, la divulgazione e la cultura della meraviglia
I planetari sono nati per soddisfare la curiosità umana verso l’infinito e l’ignoto attraverso la contemplazione e lo studio della volta celeste che ha sempre generato stupore e meraviglia: hanno consentito a un vasto pubblico di non addetti ai lavori di osservare il cielo in modo realistico e dettagliato senza necessariamente possedere delle attrezzature e delle competenze che nei tempi passati erano esclusive di pochi scienziati.
Il linguaggio del futuro si nutre di utopie
Negli anni passati, per un lungo periodo di tempo la parola “futuro” è stata poco utilizzata, quasi dimenticata, perchè il presente era stabile e soddisfacente, non si avvertiva la necessità di proiettarsi troppo in avanti per prevedere qualcosa di diverso, bastava godersi il momento e cercare di prolungarlo il più possibile. Oggi lo scenario è cambiato e la parola “futuro” torna ad essere massicciamente presente in tutte le forme di comunicazione; articoli, libri, trasmissioni, marketing di prodotti e servizi, convegni. Ma analizzando il linguaggio che viene utilizzato per dipingere il futuro, sorge spontaneo qualche dubbio sul significato di questa riabilitazione. Poiché viviamo in un tempo in cui le parole sono spesso disconnesse dai loro reali significati, siamo veramente consapevoli di cosa voglia dire pensare il futuro e di come se ne debba parlare?
Riflessioni filosofiche sul futuro e su come immaginarlo
Una riflessione filosofica sul futuro come esercizio complesso nell'uso della capacità umana di immaginazione, condizionata da stereotipi basati sulla linea temporale passato-presente e dallo scetticismo sulla possibilità di fare previsioni sensate.