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Possiamo parlare di 'era digitale' ricordando che parliamo sia di causa che di effetto: l'economia, la finanza, la politica, gli interessi di una élite, generano una tecnologia. La tecnologia a sua volta determina economia, finanza, politica, cultura.


La tecnologia digitale ri-definisce di fatto la GIUSTIZIA e la DEMOCRAZIA.

Una élite di tecnici -tecnologi, tecnocrati digitali- si è affermata a scapito di ogni altra élite; a scapito dei tradizionali poteri democratici: legislativo, esecutivo, giudiziario; a scapito anche dei politici di professione.

Esiste una saldatura perfetta tra l'élite dei tecnici digitali e l'élite della finanza speculativa. Il criterio per valutare una tecnologia digitale è la sua capacità di generare rendita finanziaria.

La nuova élite dei tecnici digitali detiene il potere.
Un aspetto chiave di questo nuovo potere è l'autorità di fatto di imporre norme e regole ai cittadini.

Le costituzioni, le norme di diritto, i codici giuridici, gli accordi internazionali, sono scritti in testi e tramite linguaggi noti e trasparenti ai cittadini.
Il codice digitale è invece scritto da puri tecnici non eletti ma auto-cooptati; ed è scritto in un linguaggio noto solo ai tecnici, illeggibile per il cittadino; linguaggio destinato ad essere compreso e recepito non dai cittadini ma da macchine.

Il potere di fatto dei tecnologi e tecnocrati digitali può essere inteso come attacco alla giustizia. O ridefinizione della giustizia. I tecnologi hanno i mezzi per definire il terreno sul quale si svolge la vita civile.

Il terreno sul quale si svolge la vita civile è costituito da piattaforme edificate da tecnici, al di fuori di qualsiasi scelta o controllo esercitato dai cittadini.

Il cittadino vede via impoveriti i diritti dell'elettore e del legislatore, e retrocede ad utente di servizi erogati d'autorità dai detentori di piattaforme.

La speranza o il progetto di convertire ad un uso 'democratico' i costrutti tecnici nati come strumenti di dominio è fallace.
Va invece contemplata la necessità di usare con cautela i servizi tecnologici offerti.
Va anche considerata sempre possibile, e talvolta necessaria, la scelta consapevole di non usare gli strumenti offerti.

Di fronte al nuovo potere di tecnologi e tecnocrati la risposta sta in una azione intensa della cittadinanza attiva.

Serve educazione allo spirito critico, serve assunzione di responsabilità personali e collettive.


Pubblicato il 31 marzo 2025

Francesco Varanini

Francesco Varanini / ⛵⛵ Scrittore, consulente, formatore, ricercatore - co-fondatore di STULTIFERA NAVIS

fvaranini@gmail.com https://www.stultiferanavis.it/gli-autori/francesco