La lettura ci consente di resistere all'inesorabile pressione del conformismo, quella forza invisibile che ci spinge a pensare, agire e persino sognare secondo schemi prestabiliti. Ogni pagina letta è come un respiro profondo in un'atmosfera sempre più rarefatta di autenticità.
Il terrorismo mediatico, con i suoi slogan martellanti e le sue verità semplificate, trova nella lettura il suo più formidabile avversario. Mentre l'informazione di massa ci bombarda di stimoli frammentari e superficiali, il libro ci invita alla profondità, alla riflessione paziente, al dubbio metodico.
La tecnologia incessante che scandisce le nostre giornate con notifiche, aggiornamenti e connessioni perpetue viene momentaneamente sospesa quando ci immergiamo tra le righe di un testo. In quel momento, ritroviamo il ritmo naturale del pensiero umano, lontano dall'accelerazione artificiale imposta dai dispositivi digitali.
Contro il delirio di onnipotenza che caratterizza la nostra epoca, la lettura ci ricorda i nostri limiti, la nostra finitudine, ma anche la nostra dignità di esseri pensanti. Ci ricorda che non siamo onniscienti né immortali, ma che possiamo comunque aspirare alla saggezza attraverso il dialogo silenzioso con chi ha riflettuto prima di noi.
Leggere diventa così un gesto di resistenza contro la marea montante dell'alienazione contemporanea. Non è fuga dalla realtà, ma un modo più autentico di abitarla, rifiutando le semplificazioni e le banalizzazioni che ci vengono quotidianamente propinate.
Leggere è difendersi da un'aggressione sottile ma costante alla nostra autonomia intellettuale. È proteggere quello spazio interiore dove possiamo ancora essere veramente noi stessi, dove possiamo coltivare pensieri eterodossi, immaginare alternative al presente, concepire utopie.
In un'epoca dove tutto sembra congiurare per trasformarci in consumatori passivi, non solo di merci ma anche di idee, aprire un libro equivale a una dichiarazione di indipendenza. È affermare che la nostra mente non è in vendita, che il nostro immaginario non può essere colonizzato, che la nostra coscienza resta inviolabile.
Woody Allen ha racchiuso in quattro parole una filosofia di resistenza culturale. Ha espresso, con la leggerezza che solo i grandi sanno maneggiare, l'importanza vitale della lettura come strumento di emancipazione personale e collettiva in un mondo che sembra aver dichiarato guerra alla profondità del pensiero umano.
"Leggo per legittima difesa" (Woody Allen).
Leggere non è solo un piacere o una forma di arricchimento culturale, ma un baluardo contro l'invasione dell'omologazione che permea le nostre vite. In un mondo che spinge verso l'appiattimento del pensiero, dove le masse vengono guidate verso opinioni preconfezionate, leggere rappresenta l'ultimo rifugio dell'individualità. Quando sfogliamo le pagine di un testo, entriamo in uno spazio sacro dove il rumore assordante dell'uniformità si affievolisce, permettendoci di ritrovare la nostra voce interiore.
Pubblicato il 31 marzo 2025