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Saperi e sapori sono due universi che si intersecano nel racconto dell'esistenza umana. Non sono solo parole che condividono la stessa radice etimologica, ma due modalità attraverso cui l'essere umano negozia la propria relazione con il mondo, incorporando conoscenza e nutrimento.


Un piatto tramandato da generazioni non è semplicemente un insieme di ingredienti, ma un archivio vivente di memorie. Quando mia nonna preparava il suo ragù, ogni movimento delle sue mani era un racconto profondo. Il profumo che si spargeva in cucina parlava di radici, di stagioni, di gesti antichi. Allo stesso modo, un libro non è solo carta e inchiostro, ma un territorio da esplorare, un paesaggio interiore che si dispiega pagina dopo pagina.

Conoscere è come assaporare
: richiede tempo, attenzione, disponibilità a farsi attraversare. Leggere un testo filosofico è come gustare un piatto complesso. Occorre rallentare, de

La fame non è solo un richiamo biologico, ma una metafora esistenziale. Abbiamo fame di comprensione, desiderio di colmare voragini interiori. I libri e i cibi sono vie di accesso ad altri mondi. Un romanzo può riscaldare l'anima esattamente come un brodo può riscaldare il corpo.

Il loro è diverso, ma puro nutrimento. Il cibo parla un linguaggio immediato, sensoriale, legato alla materialità dell'esperienza. I libri parlano un linguaggio più astratto, che richiede pazienza, che si nutre di immaginazione e pensiero critico. Ma entrambi hanno lo stesso scopo ultimo: permetterci di esistere, di crescere, di espanderci.

In questa danza tra sapori e saperi, siamo esseri in continua evoluzione. Leggiamo per comprendere, mangiamo per esistere. Ma in profondità, leggiamo per esistere e mangiamo per comprendere. Ogni pasto è una pagina scritta, ogni libro è un nutrimento da gustare con la stessa attenzione con cui si assapora un cibo prezioso.

La vera ricchezza umana sta in questa capacità di attraversare i confini, di trasformare il cibo in energia, le parole in paesaggi interiori. Sapori e saperi non sono due mondi separati, ma due dimensioni di un'unica esperienza di conoscenza: quella che ci permette di assimilare il mondo, di farlo nostro.

Nutrirsi diventa allora un atto filosofico, un gesto di resistenza contro l'omologazione. Scegliere cosa mangiare o cosa leggere significa affermare la propria soggettività, stabilire confini, costruire identità. In un mondo che tende all'uniformità, ogni boccone, ogni parola letta diventa un manifesto di differenza.

Siamo esseri porosi, capaci di assimilare e rigenerare costantemente i nostri confini. Un libro, come un piatto, non è mai concluso. Si trasforma ogni volta che viene letto, ogni volta che viene gustato, portando con sé tutti i significati che lo attraversano. La conoscenza, come il nutrimento, è un processo dinamico, mai definitivo.

Pubblicato il 13 marzo 2025

Camilla Scatena

Camilla Scatena / Direttore Aziendale (per hobby) - Bibliofila (di professione)

camilla.scatena@gmail.com