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Riflessioni inattuali sull’ora legale. Aual è il senso dell’ora legale? È davvero un bene per il nostro corpo, per i nostri equilibri?  Un mio contributo sull'argomento, pensando al mio gatto.

 


Il ritmo governa l’universo, tutti gli esseri viventi e la natura stessa. Nell’essere umano, questo ritmo, o meglio e più poeticamente, questa danza di ritmi differenti non solo va rispettata ma ci può indicare ora per ora lo stato fisico e psichico di una persona. Le nostre funzioni biologiche sembrano seguire spartiti invisibili che producono sincronismi perfetti ed equilibri armonici che possiamo esprimere in un concetto tanto semplice quanto fondamentale per la nostra esistenza: il concetto di salute. La cronobiologia è nata e si è sviluppata tenendo al centro proprio queste osservazioni, che l’hanno portata a dimostrare e a spiegare l’esistenza di cambiamenti psico-fisici in funzione delle ore del giorno e della notte.

Ciò aiuta noi stessi a conoscerci meglio, a migliorare la qualità della vita, a riconoscere i problemi reali da quelli immaginari, i sintomi patologici da quelli provocati dall’ansia e dallo stress e di conseguenza a curarci in maniera efficace, eliminando errori che ci trasciniamo da tempo seguendo un ritmo di vita in contrasto con il nostro ritmo biologico. Ma se questo è il contesto, se è il ritmo è ciò che governa la vita sia nel microcosmo sia nel macrocosmo, qual è il senso dell’ora legale? È davvero un bene per il nostro corpo, per i nostri equilibri?  Un contributo di Simone De Clementi.


Lancette avanti, lancette indietro. Oggi torna l’ora solare e possiamo godere di un’ora di sonno in più.  Io ho già preparato il cuscino delle grandi occasioni: si torna alla natura. Ma che senso ha questa idea di giocare con il tempo? Beh, l'origine dell'ora legale risale agli inizi del Novecento: in Italia arriva per la prima volta nel 1916, durante il periodo bellico, con lo scopo dichiarato di risparmiare energia.

Fu vera gloria?

La storia e le statistiche raccontano di no, il risparmio irrisorio. Da quella data, l'applicazione conosce vicende alterne fino al 1966, anno in cui viene reintrodotta e mantenuta fino a oggi. Ovviamente la motivazione è differente rispetto alle origini, visto che la società in più di cento anni è radicalmente cambiata. La nostra società, consumistica, preferisce giustificare questo spostamento con il motto “godiamoci tutte le ore di luce durante la bella stagione”. Business is business, l’economia deve girare e occorre spendere fino a quando la visibilità lo consente. Ma tutto questo ha oggi ancora un significato? E soprattutto, qual è il prezzo che dobbiamo pagare? A mio avviso non esiste un senso. E, per di più, a livello biologico è un atto assurdo.

Tutto nell’universo ha un ritmo, ogni struttura vivente, perfino i batteri. Ogni essere vivente ha dei propri orologi interni sincronizzati con gli astri, con le stagioni, con l’alternarsi della luce e del buio. Abbiamo ritmi circadiani, ultradiani, infradiani e così via[1].

Proprio nel 1960, sei anni prima dell’introduzione nel nostro Paese dell’ora legale, si tenne negli Stati Uniti, presso il Cold Spring Harbor Laboratory di Oyster Bay, il primo Simposio internazionale di cronobiologia[2].

In poche parole in quell’anno si comprese e si manifestò dopo anni di ricerche svolte in varie parti del pianeta che esiste una incredibile armonia tra gli esseri viventi e tra la vita e i fenomeni celesti. Una cosa importantissima, mica noccioline. Tanti orologi naturali, tutti sincronizzati tra loro. E che cosa decidiamo di fare noi? Puff! Giochiamo a sfasarli! Semplificando, lo spostamento di lancette è come un continuo jet leg a cui il nostro corpo è sottoposto. Appare come una cosa da nulla, ma non lo è, anche se non ce ne rendiamo conto.

Che cosa dirò domani mattina al gatto?

Lui questa cosa proprio non la capisce. Vallo a spiegare al gatto che domattina il suo umano gli darà da mangiare un’ora dopo, gli aprirà la porta in ritardo, lo saluterà dopo. Lui si regola ascoltando il suo corpo e guardando la luce naturale. Il tempo che noi misuriamo con lancette e orologi è una convenzione, il suo no.

 


Note

[1] Il ritmo circadiano descrive un ciclo di circa 24 ore, come ad esempio il ciclo sonno-veglia, la pressione sanguigna o la temperatura corporea; il ritmo ultradiano descrive un ciclo  più frequente di 24 ore, e quindi più corto di un giorno, come ad esempio il ciclo di produzione dell’ormone della crescita di 3 ore, il battito delle ciglia o le attività intestinali il ritmo infradiano è un ciclo con una frequenza inferiore di un ciclo circadiano e quindi più lungo di un giorno, come ad esempio il ciclo mestruale o come i cicli di marea.

[2] La cronobiologia è un settore della biologia che studia i fenomeni periodici negli organismi viventi ed il loro adattamento ai relativi ritmi del sole e della luna.

 

Bibliografia

Simone De Clementi, “Il Gran libro dei pensieri filosofali”, volume primo, Amazon, 2024

Foster e L. Kreitzman, “I ritmi della vita” Bollati Boringhieri 2011

Till Roenneberg, “Internal time”, Harvard University Press, 2017

Chovnick, A. & Biology, C. S. H. S. on Q. Biological Clocks: (5.-14. June, 1960). (Biological Laboratory, Long Island Biological Ass, 1960)

Roenneberg, T. & Merrow, M. Circadian clocks - the fall and rise of physiology Nat. Rev. Mol. Cell Biol. 6, 965–971 (2005)

Pubblicato il 30 marzo 2025

Simone De Clementi

Simone De Clementi / Filosofo della scienza, scrittore e formatore. Esperto in BDC e orientamento.

simone.declementi@gmail.com http://www.cronacheinattuali.wordpress.com