"Wolfgang Amadeus Mozart, un genio incompreso in vita" ~ Articolo di Lavinia Capogna (Italian/English)
Wolfgang Amadé Mozart, come suonava il suo vero nome (egli non utilizzò pressoché mai la forma latina Amadeus) fu un artista libero, si ribellò anche ad un arcivescovo che lo trattava come inferiore, tra l'altro pagandolo pochissimo per il suo lavoro, e per ciò venne preso a calci da un servitore dell'arcivescovo.
Ha scritto il sociologo Norbert Elias: "da outsider borghese al servizio della corte, Mozart combatté fino in fondo, con incredibile coraggio, una battaglia di affrancamento dai suoi padroni e committenti aristocratici. Lo fece di propria iniziativa, per amore della propria dignità di uomo e del proprio lavoro di musicista. E perse la battaglia – come era da prevedere".
Mozart era nato nel 1756 a Salisburgo in Austria da Leopold Mozart e Anna Maria Pertl. La madre, di cui sappiamo poco, sembra essere stata una donna simpatica ed affabile. Il padre era indubbiamente un musicista di talento, autore anche di un metodo per violino ancora in uso, che ebbe il merito di aver intuito il genio del figlio fin da quando Amadeus aveva tre o quattro anni. Tuttavia leggendo le lettere Leopold Mozart ci appare sempre più come un padre assai tirannico ed egocentrico.
Sembrerebbe che non avesse avuto scrupoli di portare per anni Mozart e la sua sorellina Anna Marie, detta Nannerl, anche lei dotata per la musica, in giro per l'Europa, in faticose tournée, in Germania, Belgio, Francia, Paesi Bassi, Inghilterra e tre volte in Italia.
Il piccolo Mozart dovette assoggettarsi a ritmi di vita estenuanti, del tutto inadatti ad un bambino, affrontare scomodi viaggi in carrozze comuni di modesta categoria, tra climi freddi ed inclementi o caldi ed assolati, con il rischio sempre possibile di ammalarsi come a volte accadde, di essere rapinati o arrestati per qualsiasi ragione nelle molte frontiere dei litigiosi regni europei.
Il piccolo Mozart li affrontò pazientemente e mantenendo sempre uno stile epistolare brillante e sincero.
Nel 1763 a Parigi Mozart, che aveva 7 anni, chiese a Madame De Pompadour, bella e celebre amante del Re Louis XV che ne aveva 43 ed era quasi alla fine della sua vita, di dargli un bacetto sulla guancia. Lei rifiutò forse per timore delle malattie.
Il piccolo Mozart chiedeva sempre agli altri se lo amavano. Separato da sua madre aveva bisogno di affetto e di sentirsi rassicurato.
A Vienna egli aveva avuto una piccola pausa del suo lavoro di musicista giocando nel giardino reale a nascondino con la piccola coetanea Maria Antonietta, futura sfortunata ultima regina di Francia, figlia dell'imperatrice d'Austria, Maria Teresa. L'imperatrice non si era però esentata dall'esprimere in una lettera il suo disprezzo verso i Mozart definendoli dei "girovaghi saltimbanchi".
A 7 anni il piccolo Mozart, elegantissimo e con uno spadino, suonò per Goethe, l'autore del Werther e delle "Affinità elettive", che rimase molto colpito dal grande talento bambino.
In questi viaggi Wolfgang Amadeus, oltre che a far guadagnare molto bene il padre con i suoi concerti, coltivò con grande profitto lo studio e l'esercitazione della musica e fu allievo di contrappunto a Bologna di Giovanni Battista Martini.
A Napoli conobbe il celebre Paisiello ed altri compositori italiani, allora patria assoluta del Bel Canto. Incontrò anche il famoso scrittore Parini e il cantante Farinelli. Imparò la lingua italiana che scriveva perfettamente.
Nel 1770 Mozart quattordicenne non bello, magrolino, simpatico e sensibile ebbe una grande amicizia con un coetaneo inglese che aveva conosciuto a Firenze, Thomas Linley, virtuoso violinista dai tratti e dai modi gentili. Essi suonavano insieme e spesso si abbracciavano - scrisse Leopold Mozart. Al momento di separarsi il giovane inglese pianse a lungo e Mozart fu molto addolorato. Non si sarebbero più rivisti.
Thomas Linley sarebbe annegato durante una gita in barca a soli 22 anni nel 1778.
Mozart scrisse che era stato un "vero genio" e che se fosse vissuto più a lungo avrebbe dato grande lustro alla musica.
Altra amicizia fu quella con una cugina con cui scambiava lettere che sono state criticate ma che in verità contengono solo frasi scherzose del tutto innocenti tra gli adolescenti del tempo. Tuttavia al sagace e severo sguardo di Leopold Mozart non devono essere sfuggiti gli accenti ribelli cari al suo figliolo.
Il mondo conosciuto stava andando verso il tramonto, idee nuove erano nell'aria, non solo nella lontana America dove alcuni progressisti si erano ribellati alla dominazione inglese delle colonie ma anche nella ben più vicina Francia. Anche la Germania e l'Austria avevano una loro cerchia di intellettuali, filosofi e poeti, che è stata vivacemente descritta da Goethe nella sua bella autobiografia "Poesia e Verità".
Sembra quasi che Leopold Mozart abbia visto nel figlio uno sventato scavezzacollo, invece l'immensa mole del lavoro di Mozart e la sua sublime qualità artistica denotano che egli fu un lavoratore indefesso.
Egli diceva, minimizzando, di sentire la musica nella sua testa e di doverla solo trascrivere, cosa che faceva usando a volte inchiostri di vari colori per scrivere le note.
Nonostante tutti i suoi sforzi veniva ostacolato proprio alla corte di Vienna. Non venne assunto alla corte a differenza del musicista veneto Salieri che, anche egli di talento, aveva invece riconoscimenti ufficiali. Solamente l'anziano Haydn riconobbe il grande talento di Mozart.
Haydn disse a Leopold Mozart che quando tutti loro sarebbero stati dimenticati solo Wolfgang Amadeus sarebbe stato ricordato.
Nel 1777 il ventunenne Mozart si innamorò di Alosya Weber, una cantante d'opera. Ella fu inizialmente gentile con il giovane Mozart ma tutto finì lì. In una appassionata risposta alla proposta del padre di frequentare ragazze di facili costumi, come era d'uso all'epoca, Mozart si rifiutò recisamente e quattro anni dopo si innamorò della sorella di Aloysia, Constanze, che aveva 19 anni.
Mozart ne aveva 25. Nel 1782 si sposarono e per farlo Mozart dovette ingaggiare una vera e propria battaglia con il padre.
Anche in questo Mozart fu coraggioso perché fu determinato a sposare la ragazza che amava, che non era ricca, in un tempo in cui la stragrande maggioranza degli uomini si sposavano solo per interessi economici e sociali.
Il padre in seguito lo diseredò lasciando i suoi beni alla figlia, Anna Marie, che seguendo le aspettative paterne si era sposata anziché continuare la carriera musicale nonostante il fratello l'avesse invece incoraggiata a farlo e che ruppe con lui proprio a causa della modesta classe sociale di Constanze (la madre di Constanze gestiva una pensione e il padre era un copista di musica, cioè ricopiava spartiti musicali).
Infine Anna Marie fu ingiusta con il fratello scrivendo che, eccetto nel suonare il pianoforte in cui era ineguagliabile, era assai impacciato nella vita quotidiana. Un Mozart così ci è ancora più simpatico.
Su Constanze abbiamo talmente pochi elementi che non possiamo avere nessuna idea di come fosse realmente.
Di lei Mozart scrisse in una lettera al padre: "Ha il cuore più gentile del mondo. Io amo lei e lei ama me con tutto il cuore".
Il matrimonio fu il punto di rottura tra Wolfgang Amadeus e il padre anche se indubbiamente egli voleva bene a Leopold.
E come abbiamo detto Mozart fu un marito innamorato, il matrimonio attraversò difficoltà e solo due dei loro sei figli raggiunsero l'età adulta. Era un dramma allora usuale perché la medicina era quasi inesistente, fatta di intrugli di dubbia efficacia.
Felice fu l'incontro artistico di Mozart con il librettista Lorenzo Da Ponte. Da Ponte sarebbe oggi giudicato un avventuriero (era un ebreo di vicino Treviso che si era convertito al cattolicesimo, era diventato addirittura abate ma poi si era sposato, era amico di Casanova e sempre al verde era sarebbe poi finito, dopo altre peripezie, in America dove non avrebbe avuto fortuna e avrebbe scritto delle sue belle Memorie) ma era un personaggio assolutamente in linea, per così dire, con il 1700, un secolo in cui la morale non era ancora quella borghese del 1800, come denotano anche i romanzi del tempo tra cui lo scandaloso "Moll Flanders" dell'inglese Daniel Defoe, di fine 1600 ma già settecentesco nello stile, quel capolavoro di "Manon Lescaut" di Des Grieux, il machiavellico "Le relazioni pericolose"di Laclos o il ben scritto "Le Memorie scritte da lui medesimo" di Giacomo Casanova redatto in francese (su cui vi è stato a lungo il dubbio se il vero autore non fosse stato invece Stendhal).
Il 1700 fu un secolo di transizione tra il vecchio e il nuovo mondo: affascinante, manierato, garbato, libertino, morale, filosofico, ribelle, retrogrado, violento, bigotto, ateo.
Le disparità sociali erano enormi e l'aristocrazia venne annullata prima che dalla feroce ghigliottina di Robespierre, così come era feroce l'impiccagione dei reazionari, dalla "ennui" (che significa in francese "noia" ma anche "noia della vita") che fu una predominante del secolo, che si credeva causata dai "vapori" (un concetto medico dell'epoca) e che sembra fosse una sorta di indefinibile e languida nevrosi.
Mozart senza dubbio aveva una sua spiritualità cristiana che però non rientrava nei rigidi schemi di quella del padre. Aderì alla massoneria che allora difendeva ideali progressisti.
Dalla collaborazione artistica con Lorenzo da Ponte nacquero le Opere italiane di Mozart. L'Aria "Signor Contino il chitarrino le suonerò" ne "Le nozze di Figaro" e tutta la trama contiene una carica eversiva che non piacque all'aristocrazia viennese.
Il personaggio di Cherubino nella stessa Opera è un adolescente innamorato (famosa la sua Aria "Voi che sapete che cosa è amore") e perciò interpretato da un soprano (donna). Il "Don Giovanni" è universalmente riconosciuta come una delle più grandi opere artistiche al mondo, tra le sue celebri Arie "Madamina il catalogo è questo", "Vorrei e non vorrei", "Quel che a lei piace vita mi rende" e il finale.
L'ultima opera di Mozart fu "Il flauto magico" il cui librettista non fu Lorenzo Da Ponte, cantata in tedesco, incredibilmente moderna e quasi sperimentale.
Mozart, che ebbe l'occasione di sentir suonare un Beethoven quindicenne e di apprezzare il suo talento, aprì la strada alla grande musica Classica del XIX secolo.
Splendida la Sinfonia per flauto ed arpa con un secondo movimento sublime, quella per oboe, quella per clarinetto, i brani per fagotto, le sinfonie Linz e Jupiter, il piano Concerto 21, L'Adagio per flauto KV285 così profondo e introspettivo, la misteriosa Fantasia K397 per pianoforte che senza dubbio Mozart compose in un momento particolare della sua esistenza e in cui fa un uso sorprendente delle pause ma anche i brani più gioiosi, elegantissimi e raffinati come i Minuetti e le Danze tedesche o le Arie più dolcemente meste come "Vorrei spiegarvi O Dio" o "Soave sia il vento" - solo per citare alcuni capolavori mozartiani tralasciandone moltissimi altri.
Ma nonostante il suo grande lavoro Mozart non riuscì ad affermarsi e anzi precipitò in una estrema povertà, dovette vendere tutti i suoi mobili tra cui anche l'amato biliardo che era il suo hobby.
Non aveva neppure i talleri per comprare il carbone, allora indispensabile per riscaldare la casa e riuscivano a mangiare lui, la moglie e i due figli solo grazie ai prestiti di due cari amici
Già dall'autunno del 1790 la sua salute iniziò rapidamente a declinare probabilmente a causa dell'indigenza.
Ammalato ricevette un giorno una misteriosa visita. Un gentiluomo, vestito di grigio, lo incaricò di comporre un Requiem ma non volendo rivelare per chi.
Mozart arrivò a pensare che il misterioso gentiluomo fosse un emissario dell'aldilà e che il Requiem fosse per lui stesso. In realtà il gentiluomo era il segretario di un aristocratico, dilettante di musica, che aveva perduto la moglie e che voleva usare il Requiem facendolo passare per una propria composizione.
Mozart lavorò gli ultimi mesi della sua vita incessantemente al bellissimo Requiem. Rimase incompiuto e venne terminato da Franz Xaver Süssmayr, un musicista amico di Mozart e forse amante della moglie di lui. Nell'ultima lettera di Mozart alla moglie si legge la frase: "Con S. fa quel che vuoi".
Esiste anche una bellissima, ultima lettera di Mozart a Lorenzo da Ponte, scritta in italiano, che secondo vari storici sarebbe un apocrifo (l'originale è andato perduto e quindi non si può verificare la calligrafia).
In questa lettera spira una consapevolezza, priva di superbia, del proprio talento nonché una accettazione, seppure con una sommessa dolorosa sfumatura, della propria imminente fine. E tuttavia anche in mancanza di prove storiche il timbro di questa lettera, che è in sintonia con quello di alcune composizioni del musicista, la rende plausibilmente autentica.
Non si sa di che cosa morì Mozart nel 1791 a 35 anni perché il referto del suo medico contiene solo la parola "febbre". Per lungo tempo ha avuto successo una leggenda nera e cioè che l'invidioso Salieri avrebbe avvelenato Mozart e che anzi, anziano ed ammalato, avrebbe confessato il delitto prima di morire. Questa leggenda è stata sconfessata dagli storici perché si sostiene che Salieri non avrebbe avuto alcun motivo di eliminare il suo rivale visto che lui era l'apice del successo e Mozart era in miseria tuttavia si sottovaluta il fatto che esistono prove certe della loro rivalità. Salieri potrebbe essere stato patologicamente invidioso di Mozart al di là del fatto che il secondo fosse nei guai.
Sembra anche che Mozart possa essere realmente deceduto a causa di una intossicazione da mercurio dovuta alle empiriche quantità che i medici di allora prescrivevano.
Ma esiste anche un'altra ipotesi recente sulla morte di Mozart la quale scagionerebbe del tutto Salieri. Sembra che Mozart, seppur malato, potrebbe essere stato aggredito in strada da un certo Franz Hofdemel, impiegato, suo conoscente nonché suo creditore. Mozart morì all'una di notte del 5 dicembre 1791 e il giorno dopo l'ignobile Franz Hofdemel sfregiò sul viso la moglie Magdalena, che era in stato interessante e che era un'allieva di piano di Mozart. Dopo si suicidò. Potrebbe essere stata una folle gelosia la causa della morte di Mozart ?
Il caso rimane aperto.
Mozart ebbe un funerale di terza categoria, il più economico, in un giorno di grande pioggia a Vienna e venne sepolto in una fossa comune che non è stata mai identificata.
A noi rimane la sua musica meravigliosa.
Wolfgang Amadeus Mozart, a misunderstood genius during his life
No artist has given the world so much as Mozart and received so little from it. When he died in December 1791, when he was only 35 years old, he was extremely poor and had composed a vast repertoire of musical works, symphonies, quartets, and operas among which are found pieces of infinite beauty and musically revolutionary, with a most refined mixture of melancholy and joy that distinguishes them.
Wolfgang Amadé Mozart, as his real name sounded (he hardly ever used the Latin form Amadeus) was a free artist, even rebelled against an archbishop who treated him as inferior, among other things paying him very little for his work, and for that he was kicked by a servant of the archbishop.
The sociologist Norbert Elias wrote: "As a bourgeois outsider in the service of the court, Mozart fought to the end, with incredible courage, a battle of enfranchisement from his aristocratic masters and patrons. He did so on his own initiative, out of love for his dignity as a man and his work as a musician. And he lost the battle - as was to be expected."
He was born in 1756 in Salzburg, Austria, to Leopold Mozart and Anna Maria Pertl. His mother, about whom we know little, seems to have been a pleasant and affable woman. The father was undoubtedly a talented musician, also the author of a violin method still in use, who was credited with having sensed his son's genius from the time Amadeus was three or four years old. However, reading the letters Leopold Mozart appears to us more and more as a very tyrannical and self-centered father.
It would seem that he had no qualms about taking Mozart and his little sister Anna Marie, known as Nannerl, who was also gifted for music, around Europe for years on arduous tours to Germany, Belgium, France, the Netherlands, England and three times to Italy.
Little Mozart had to subject himself to grueling rhythms of life, wholly unsuitable for a child, face uncomfortable journeys in ordinary carriages of modest category, among cold and inclement or hot and sunny climates, with the ever-possible risk of falling ill as sometimes happened, of being robbed or arrested for any reason in the many frontiers of Europe's quarrelsome kingdoms.
Little Mozart faced them patiently and always maintaining a brilliant and sincere epistolary style.
In 1763 in Paris Mozart, who was 7 years old, asked Madame De Pompadour, the beautiful and famous mistress of King Louis XV who was 43 and near the end of his life, to give him a peck on the cheek. She refused perhaps for fear of disease.
Little Mozart was always asking others if they loved him. Separated from his mother he needed affection and reassurance.
In Vienna he had had a little break from his work as a musician by playing hide-and-seek in the royal garden with little peer Marie Antoinette, the future unfortunate last queen of France, daughter of the Empress of Austria, Maria Theresa. However, the Empress had not shied away from expressing her contempt for the Mozarts in a letter, calling them "wandering acrobats."
When he was 7 years old, the young Mozart, very elegant and carrying a swordsman, played for Goethe, the author of Werther and the "Elective Affinities," who was greatly impressed by the child's great talent.
In these travels Wolfgang Amadeus, besides making his father very good money from his concerts, cultivated the study and practice of music with great profit and was a student of counterpoint in Bologna by Giovanni Battista Martini.
In Naples he met the famous Paisiello and other Italian composers, then the absolute home of Bel Canto. He also met the famous writer Parini and the singer Farinelli. He learned the Italian language, which he wrote perfectly.
In 1770 Mozart as an unhandsome, skinny, sympathetic and sensitive 14-year-old had a great friendship with an English peer he had met in Florence, Thomas Linley, a virtuoso violinist with gentle features and manners. They played together and often embraced each other - wrote Leopold Mozart. Upon parting, the young Englishman wept for a long time, and Mozart was greatly grieved. They would never see each other again.
Thomas Linley would drown during a boat trip when he was only 22 years old in 1778.
Mozart wrote that he had been a "true genius" and that if he had lived longer he would have brought great luster to music.
Another friendship was with a cousin (a girl) with whom he exchanged letters that have been criticized but in truth contain only joking phrases entirely innocent among teenagers of the time. Yet Leopold Mozart's shrewd and stern gaze must not have escaped the rebellious accents dear to his son.
The known world was heading into the sunset, new ideas were in the air, not only in faraway America where some progressives had rebelled against English domination of the colonies but also in much closer France. Also Germany and Austria had their own circle of intellectuals, philosophers and poets, which was vividly described by Goethe in his beautiful autobiography "Poetry and Truth".
It almost seems as if Leopold Mozart saw in his son a scatterbrained daredevil, instead the immense volume of Mozart's work and his sublime artistic quality denote that he was a tireless worker.
He said, minimizing, that he heard the music in his head and only had to transcribe it, which he did by sometimes using inks of various colors to write the notes.
Despite all his efforts he was being hindered at the very court in Vienna. He was not hired at the court unlike the Venetian musician Salieri who, also talented, had official recognition instead. Only the elder Haydn recognized Mozart's great talent.
Haydn told Leopold Mozart that when they were all forgotten only Wolfgang Amadeus would be remembered.
In 1777 the 21-year-old Mozart fell in love with Alosya Weber, an opera singer. She was initially kind to the young Mozart but everything ended there. In an impassioned response to his father's suggestion that he should date girls of easy virtue, as was the custom at the time, Mozart steadfastly refused and four years later fell in love with Aloysia's sister Constanze, who was 19.
Mozart was 25. In 1782 they married, and to do so Mozart had to engage in a real battle with his father.
In this, too, Mozart was courageous because he was determined to marry the girl he loved, who was not rich, at a time when the vast majority of men married only for economic and social interests.
His father later disinherited him, leaving his property to his daughter, Anna Marie, who, following her father's expectations, had married rather than continue her musical career despite the fact that her brother had instead encouraged her to do so, and who broke with him precisely because of Constanze's modest social class (Constanze's mother ran a boarding house and her father was a music copyist, i.e., he copied sheet music).
Finally, Anna Marie was unfair to her brother by writing that, except in playing the piano in which he was unparalleled, very awkward in daily life. Such a Mozart is even more sympathetic to us.
About Constanze we have so little information that we can have no idea what she was really like.
Mozart wrote in a letter to his father about her: "She has the kindest heart in the world. I love her and she loves me with all her heart."
The marriage was the breaking point between Wolfgang Amadeus and his father even though he undoubtedly loved Leopold.
And as we said Mozart was a loving husband, the marriage went through difficulties and only two of their six children reached adulthood. It was a then usual drama because medicine was almost nonexistent, made of concoctions of dubious efficacy.
The Mozart's artistic encounter with librettist Lorenzo Da Ponte was an happy one. Da Ponte would be judged today as an adventurer (he was a Jew from near Treviso who converted to Catholicism, even became an abbot but then married, was a friend of Casanova and always broke was would later end up, after other vicissitudes, in America where he would have no luck and would write his beautiful Memoirs book) but he was a character absolutely in line, so to speak, with the 1700s, a century in which morality was not yet the bourgeois morality of the 1800s, as also denoted by the novels of the time including the scandalous "Moll Flanders" by Englishman Daniel Defoe, from the late 1600s but already eighteenth-century in style, that masterpiece "Manon Lescaut" by Des Grieux, the Machiavellian "The Dangerous Liaisons" by Laclos or the well-written "The Memoirs Written by Himself" by Giacomo Casanova drafted in French (about which there has long been doubt as to whether the real author was not instead Stendhal).
The 1700s was a century of transition between the old and new worlds: charming, mannered, polite, libertine, moral, philosophical, rebellious, retrograde, violent, bigoted, atheist.
Social inequalities were enormous, and the aristocracy was undone before Robespierre's vicious guillotine, just as the hanging of reactionaries was vicious, by the "ennui" (which means "boredom" in French but also "boredom of life") that was a predominant feature of the century, believed to be caused by "vapors" (a medical concept of the time) and apparently a kind of indefinable, languid neurosis.
Mozart undoubtedly had his own Christian spirituality, but it did not fit into the rigid patterns of his father's. He adhered to Freemasonry, which then defended progressive ideals.
From the artistic collaboration with Lorenzo da Ponte came Mozart's Italian Operas. The Aria "Signor Contino il chitarrino le suonerò" in "Le nozze di Figaro" and the whole plot contains a subversive charge that did not please the Viennese aristocracy.
The character of Cherubino in the same opera is a teenager in love (his Aria "Voi che sapete che cosa è amore" is famous) and therefore played by a soprano (woman). "Don Giovanni" is universally recognized as one of the greatest artistic works in the world, among its famous arias "Madamina il catalogo è questo," "Vorrei e non vorrei," "Quel che a lei piace vita mi rende" and the finale.
Mozart's last opera was "The Magic Flute" whose librettist was not Lorenzo Da Ponte, sung in German, incredibly modern and almost experimental.
Mozart, who had the opportunity to hear a 15-year-old Beethoven play and appreciate his talent, paved the way for the great Classical music of the 19th century.
The Symphony for flute and harp with a sublime second movement, the one for oboe, the one for clarinet, the pieces for bassoon, the Linz and Jupiter symphonies, the piano Concerto 21, The Adagio for flute KV285 so deep and introspective, are splendid, the mysterious Fantasia K397 for piano that Mozart undoubtedly composed at a particular moment of his existence and in which he makes a surprising use of pauses but also the more joyful, highly elegant and refined pieces such as the Minuets and the German Dances or the more sweetly mournful Arias such as "Vorrei spiegarvi O Dio" or "Soave sia il vento"-just to name a few Mozart masterpieces leaving out many others.
But in spite of his great work Mozart was unable to establish himself and in fact plunged into extreme poverty; he had to sell all his furniture including even the beloved billiards table that was his hobby.
He did not even have the thalers to buy coal, then indispensable for heating the house, and he, his wife and their two children were only able to eat thanks to loans from two dear friends of him.
As early as the fall of 1790 his health began to decline rapidly probably due to destitution.
One day, he received a mysterious visit: a gentleman, dressed in gray, commissioned him to compose a Requiem but unwilling to reveal for whom.
Mozart came to think that the mysterious gentleman was an emissary from the afterlife and that the Requiem was for himself. In reality the gentleman was the secretary of an aristocrat, a music amateur, who had lost his wife and wanted to use the Requiem by passing it off as his own composition.
Mozart worked the last months of his life incessantly on the beautiful Requiem. It remained unfinished and was finished by Franz Xaver Süssmayr, a musician who was a friend of Mozart's and possibly the lover of his wife. Mozart's last letter to his wife reads, "With S. do what you will."
There is also a beautiful, last letter from Mozart to Lorenzo da Ponte, written in Italian, which according to various historians is an apocryphal (the original has been lost and therefore the handwriting cannot be verified).
In this letter exhales an awareness, devoid of haughtiness, of his own talent as well as an acceptance, albeit with a subdued painful nuance, of his own impending end. And yet even in the absence of historical evidence the stamp of this letter, which is in keeping with that of some of the musician's compositions, makes it plausibly authentic.
It is not known of what Mozart died in 1791 at age 35 because his doctor's report contains only the word "fever." For a long time a black legend was successful, namely that the envious Salieri allegedly poisoned Mozart and that indeed, old and sick, he confessed to the crime before his dead. This legend has been debunked by historians because it is argued that Salieri would have had no reason to eliminate his rival since he was the pinnacle of success and Mozart was in misery however it underestimates the fact that there is solid evidence of their rivalry. Salieri may have been pathologically envious of Mozart beyond the fact that the latter was in trouble.
It also seems that Mozart may have actually died of mercury intoxication due to the empirical amounts that doctors of the time prescribed.
But there is also another recent hypothesis about Mozart's death that would completely exonerate Salieri. It seems that Mozart, though ill, may have been attacked in the street by a certain Franz Hofdemel, a clerk, his acquaintance as well as his creditor. Mozart died at 1 a.m. on December 5, 1791, and the next day the despicable Franz Hofdemel slashed his wife Magdalena, who was pregnant and a piano student of Mozart's, across the face. Afterwards he committed suicide. Could insane jealousy have been the cause of Mozart's death ?
The case remains open.
Mozart had a third-rate, cheapest funeral on a very rainy day in Vienna and was buried in a mass grave that has never been identified.
We are left with his wonderful music.